giovedì, 17 aprile 2008
Il Mio stato d'animo non è qualcosa che mi va di raccontare oggi. Forse è vero che ci siamo un po' tutti illusi di realizzare questo:

Ma non è stato così. Evidentemente l'Italia si merita Berlusconi, dato che è lui che alla fine l'ha spuntata. Potrei avere l'amaro in bocca, ma non ne voglio parlare. Non ha senso. Come non ha senso forse smettere di lottare per quello in cui credo.
Il mio commento al risultato elettorale, in definitiva, è proprio questo:

Me la prendo con ironia ... e dedico questa canzone a tutti quelli che sono delusi, forse come me e forse peggio ancora. Oggi va così.. domani chissà ...
Zorba
giovedì, 10 aprile 2008
Solo ora ho letto le email da GayToday e QueerWay sull'iniziativa di sostenere Grillini candidato sindaco di Roma. La proposta è quella di una maratona per oggi 10 Aprile pubblicando "un post, un'immagine, un desiderio, una suggestione" per poi caricarla nell'aggregatore di GayToday.
Io sono in Sardegna, qualcuno potrebbe eccepire che la cosa non mi riguardi.. eppure voglio dare, anche se con un po' di ritardo, il mio sostegno all'iniziativa, così:

Ho scelto quest'immagine (rimediata su google) tra l'ironico e l'aggressivo.. perchè così vorrei che fosse la nostra voce in merito a uno Stato che fin'ora ci considera cittadini solo al momento di pagare le tasse.
Aderisco perchè credo che un sindaco gay a Roma possa iniziare ad essere la svolta che cerchiamo, ciascuno nel suo piccolo. Perchè già in passato, parlando dei celeberrimi Klaus Wowereit e Bertrand Delanoe volevo dimostrare che l'Europa è svegliata.. ed è ora che lo faccia l'Italia.
Io ci sono... anche se da Cagliari.
E tu?
Zorba
lunedì, 31 marzo 2008
Come ho già visto in alcuni post di questi giorni, anche io ho fatto il politometro.... Secondo voi dove sono andato a finire????
lunedì, 17 marzo 2008
Stamane ho letto nel blog del GattoPesce di un'iniziativa molto interessante operata da il sole 24 ore. Stanno infatti pubblicando, in questo indirizzo, dei video domanda dei lettori, i quali vengono sottoposti a un voto. I dieci più votati costituiranno l'intervista che verrà somministrata a ciascun rappresentante politico per le elezioni del 13-14 Aprile. Tra le domande c'è quella di una ragazza che chiede specifiche relative alle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali.
Tutto ciò ve lo dico perchè: chi ha intenzione o interesse può connettersi al sito e votare la domanda della ragazza, in maniera tale che possa entrare nella classifica di quelle che verranno poste a bruciapelo ai politici, in maniera tale da renderci conto quali sono le intenzioni, di ogni schieramento, su un argomento che sta, per gran parte, a cuore alla maggioranza di noi.
Fate tam tam!!
Zorba
domenica, 24 febbraio 2008
Premetto.
Non ne capisco nulla di politica, ne mai vorrò capire i suoi meccanismi.
Ma sono incazzato. Molto incazzato.
Mi sento come un sacco da boxe, bersagliato da tutti, utilizzato, ma schivato a ogni ritrosia.
C'è stato un attentato in un locale gay di Roma, l'ho letto su tanti dei vostri blog, ma non ne ho sentito parlare in nessun telegiornale.
In Israele hanno detto che il terremoto è colpa dei gay.
La commissione europea ammette le adozioni per gli omosessuali. Silenzio assoluto.
Ieri ero a Roma con un'amica, e sono entrato nella libreria Babele (e ovviamente ho fatto shopping, dato che libri a tematica omosessuale qua non ne arrivano se non in un'unica libreria di Cagliari). Mentre sceglievo i libri e la mia amica si riposava nella sedia dopo la lunga scarpinata, ho assistito a un confronto politico di tre ragazzi, nel quale uno esprimeva (giustamente) il suo dissapore per le politiche italiane, dicendo che non aveva fiducia su nessuno e che nessuno si filava i gay. Ha detto di aderire al partito del non voto.
Io e Cì ci siamo guardati.
Non siamo intervenuti (perchè non era il caso), ma so che entrambi ci siamo chiesti: La politica italiana non funziona, non tutela i diritti, non tutela il cittadino.. e allora? Ci Muoviamo?
Io sono gay. Ma sono anche un cittadino. E come me ce ne sono tanti altri.
Io ho dei diritti negati. Altri ne hanno ugualmente, magari diversi.
Ripeto: Ci MUOVIAMO?
Vogliamo far sentire la nostra voce, UNIVOCA, come comunità LGTB?
Vogliamo uscire allo scoperto ... col viso scoperto, e far sentire a tutti quanti siamo, chi siamo, e cosa vogliamo?
Vogliamo davvero suscitare un cambiamento? Oppure continuare a lamentarci, arrocarci dietro le nostre ideologie e tornaconti, dividerci in sinistra che vuole il voto ma non fa nulla per noi e in destra che ci vorrebbe nei pogrom polacchi?
Eppure esistono i gay del PD, che non hanno inserito i diritti di coniugio nel programma, o quelli della GayLib che addirittura nel congresso di Berlusconi e co. sono stai isolati da un silenzio imbarazzante perchè non era il caso che si presentassero...
Vogliamo continuare a farci etichettare, esiliare e discriminare dalla politica che gioca d'equilibrismo per non contestare la Chiesa cattolica, Ratzinga e i suoi quattro gatti?
Vogliamo continuare a non poter essere coniugi, a non poter testamentare, a non prestare assistenza al nostro/a compagno/a quando è ricoverato perchè per la legge italiana e per la coscienza collettiva manipolata dai preti non siamo nessuno l'uno/a per l'altro/a?
Riusciamo invece a restare uniti, per una volta tutti uniti, e a rubare le beneamate poltrone a chi non se le merita?
Da poco Gianmario su Famiglia Fantasma scriveva "FROCI, CORAGGIO!".
Forse aveva ragione, ma non ne faccio una questione solo per i gay e co. anche se i più maltratti. Ci sono migliaia di cose che non vanno bene nel nostro paese, e credo che in tanti vorrebbero far sentire la loro voce.
Allora riusciamo ad aggregarci compatti, gay, lesbiche, trans, bisex, simpatizzanti e persone che credono che debba davvero cambiare qualcosa e far sentire il nostro coro, contarci e far capire quanti siamo e qual'è il nostro peso?
Ditemelo voi.
Riusciamo a far qualcosa, riusciamo ad essere gruppo sotto la stessa bandiera? Riusciamo a rispondere in maniera decisa e fiera a questi attacchi (anche con la stessa moneta, se dovesse essere necessario) o ancora una volta abbassiamo le mutande e ci mettiamo il lubrificante in attesa del prossimo che salirà al Governo che ce la mette, come sempre, nel didietro?
Qualcuno dice "We Can", qualcun altro dice "Italia Risorgi!" (o qualcosa del genere!), io dico: "CI MUOVIAMO?"

CONCLUDO .... Io non ne capisco un cazzo di politica!
Zorba
venerdì, 01 febbraio 2008
Jean Genet racconta il suo amore perduto per Jean D., giovane patriota francese. Il romanzo è ambientato a Parigi, durante l'occupazione tedesca, mentre la stessa Francia, piegata dalla ferocia nazista, cerca di organizzare la resistenza. Genet soffre, perchè il suo amato è stato ucciso da un manipolo di tedeschi in quanto riconosciuto come collaboratore dei patrioti che innestano la guerriglia contro i "crucchi" . Mentre la salma del giovane subisce il fascino della popolazione locale, che lo eleva a martire del patriottismo, Genet impazzisce, ma questa sua pazzia nasce dal dolore per aver perso il ragazzo che amava. Pazzia che lo porta ad aderire all'ideologia dei tedeschi, a giustificarli e a sua volta a subire il fascino di quegli uomini biondi, pelosi, giovani e ormai condannati. Nella storia si intersecano miriadi di personaggi, dalla personalità torbida e affascinata: Erik, il crucco sergente che si rifugia a casa di Jean D., diventando il compagno della madre e il segreto amante dei fratelli Rinton, Paulo e dello stesso Genet; Pierrot, il deliquentello che condanna con le sue bugie i suoi 28 colleghi alla fucilazione nel carcere; Paulo, incosapevole amante di Hitler da cui riceve la grazia di rimanere in vita; la servetta, triste moglie del giovane Jean D. che subisce angherie e soprusi...
Genet non rinuncia, mascherando la storia d'amore, ad analizzare le brutture della guerra, dove i nemici sono, e possono essere, anche uomini e amanti, e ad analizzarsi, chiedendosi come possa esser possibile celebrare la sua patria, quando la stessa ti porta via ciò che è più caro, facendolo vivere di soli ricordi, condannandolo ad amare il suo piccolo Jean, anche da morto, quasi desiderando di abbracciare per sempre il suo corpo decomposto che vorrebbe trafugare dal cimitero. Il suo piccolo Jean D., sacrificato suo malgrado in nome della libertà della Francia.
Io ho trovato questa lettura sconvolgente ma sicuramente attualissima. Parla del dolore dell'intimo è vero, ma porta a ponderare la scelta dell'ideologia politica, della sofferenza e dell'adesione al patriottismo. Mi ha fatto sembrare che la guerra è guerra ... dolorosa, sia per chi è occupato che per chi occupa.
Quanto in verità è giusto aderire al patriottismo, alla fede nel proprio stato, quando questo ti delude, quando questo cancella, bistratta, ti priva del tuo amore... o nel mio caso: del diritto di amare?
A voi la risposta.
SE MI DICESSERO CHE RISCHIO LA MORTE RIFIUTANDOMI DI GRIDARE "VIVA LA FRANCIA", LO GRIDEREI PER SALVARMI LA PELLE, MA LO GRIDEREI SOTTOVOCE.
SE FOSSE NECESSARIO GRIDARLO FORTE, LO FAREI, MA RIDENDO, SENZA CREDERCI.
E SE FOSSE NECESSARIO CREDERCI, CI CREDEREI, E SUBITO DOPO MORIREI DI VERGOGNA.
Jean Genet "Pompe Funebri". Ed. NET
sabato, 03 novembre 2007

Nasce a Tunisi nel 1950 da genitori Francesi, e fin dalla giovinezza appartiene alle fila del P.S. (Socialisti)
Dopo un'intensa carriera politica è stato eletto nel 2001 a Sindaco di Parigi, e il suo mandato scadrà nel 2008. Durante una trasmissione televisiva, nel 1999, fece coming out dichiarandosi apertamente omosessuale.
Si trattò del secondo Coming out in sede televisiva di un uomo politico francese (il primo fu quello dell'ex ministro Andrè Labarrére). Forse proprio per questo suo gesto di libertà nel 2002, durante la prima manifestazione de la Nuit Blanche, Bertrand Delanoe venne aggredito da un folle algerino che lo accoltella con un pugnale, per motivazioni omofobe, a cui sopravvive con una lunga prognosi data la gravità della ferita.
Della sua vita privata si sa molto poco, solo che è stato per lungo tempo amico della cantante Dalida a cui ha dedicato, nell'anniversario della sua morte, una mostra permanente presso la Mairie de la Ville. Secondo un recentissimo sondaggio del “Paris Match”, Delanoe è diventato l’uomo politico più popolare di Francia. Il fatto che sia un gay dichiarato non disturba, pare,i francesi che hanno indicato una preferenza del 76% nei suoi confronti, I risultati del sondaggio sembrano essere di buon auspicio per la riconferma di Delanoe alla carica di sindaco di Parigi.

sabato, 29 settembre 2007

Classe 1953, uomo brizzolato. Berlinese doc. Partito SDP.
Klaus Wowereit è dal 2001 sindaco di Berlino per ben 3 mandati. Ed è un omosessuale dichiarato. Il Coming out avvebbe poco prima della nomina a sindaco dove lui pubblicamente dichiarò la celeberrima frase "Ich bin schwul und das ist auch gut so!" - "Sono omosessuale e va bene così!". Con questo coming out divenne il primo leader tedesco a dichiarsi pubblicamente.
In occasione del Christopher Street Day (noto Gay Pride di Berlino) ha fatto innalzare nel municipio la Rainbow Flag, accanto alla bandiera tedesca e a quella europea, lanciando un evidente segnale sul suo sostegno alla manifestazione e contro le discriminazioni omofobe. Il fatto è che nonostante tutto la sua politica e la sua immagine è così tanto gradita ai tedeschi che egli stesso ritiene di avere buone probabilità di essere eletto successore come cancelliere di stato tedesco, tesi suffragata dagli ultimi sondaggi che gli accordano la preferenza al 70% circa.
Incurante ormai della generosa opinione pubblica nel 2006, una volta concluso lo spoglio e appurata la sua elezione per la terza legislatura, Wowereit ha abbracciato e baciato in diretta televisiva il suo compagno Joern Kubicki con il quale convive da tempo immemore.
Di fatto Klaus Wowereit rappresente risulta essere uno dei numerosi esempi di politico europeo (ben lungi sicuramente dal concetto italiano di politica) che nonostante il suo orientamento sessuale è riuscito a farsi strada e a farsi apprezzare dalla collettività come uomo.. e come leader.


Zorba