mercoledì, 09 luglio 2008
Ho finito di leggere il libro di Scalise qualche giorno fa, in piena fase di eccitazione per gli avvenimenti che mi hanno coinvolto negli ultimi mesi. Forse proprio per questo mi sono lasciato trasportare con entusiasmo nelle sue pagine, riflettendo profondamente su quello che racconta. Scalise infatti analizza il proprio vissuto di omosessuale sottoforma di una lettera d’amore destinata alla figlia, con la quale condivide tutti gli aspetti del significato di omosessualità, partendo proprio dalla famiglia.. la sua.
Ma non si tratta di un racconto meramente intimo come si può immaginare. Con il suo scrivere l’autore definisce un percorso di un’intera comunità di uomini e donne che hanno iniziato a non nascondersi più, per lottare invece in nome dei propri diritti ad essere concepiti come persone e quindi come esseri umani. Tra le sue pagine trovano spazio infatti gli eventi dello Stonewall, con la genesi del Gay Pride, i rapporti con la politica e con la religione, la necessità di veder riconosciuti i propri doveri e diritti di coppia.. e il desiderio che finalmente esiste una reale uguaglianza accessibile a tutti. Scalise si muove con circospezione in ogni ambito, riconducendo ogni cosa al proprio modo di operare e di lottare per vedere i propri diritti riconosciuti.
Ma quello che secondo me Scalise ha fatto è lasciare alla figlia una preziosa eredità: quella della memoria di una storia, di un percorso personale, di opinioni che possono piacere o meno, ma che costituiscono senz’altro un ricco patrimonio per tutti noi, che giammai dobbiamo scordare la nostra identità.
DANIELE SCALISE – “LETTERA DI UN PADRE OMOSESSUALE ALLA FIGLIA”. ED. RIZZOLI
martedì, 17 giugno 2008
Prigionieri di Guerra: Quello che Tatamkhulu Afrika vuole raccontare è la sua esperienza nei campi di prigionia per militari, durante la seconda guerra mondiale. Tra quelle mura invisibili, fatte di sbarre e tracciati di confino, Danny e Tom consumano il loro amore non corrisposto e contrastato da gelosie, parodie e armi dei carcerieri. Arrivano a sentirsi attratti l’uno dall’altro, con enormi paure, ma soprattutto con un gran sentimento di riservatezza, che li porta a compiere, in ogni pagina, atti e intenti che alimentano e basta quel circolo vizioso di non vivere, quasi metaforicamente rappresentante lo status dell’animo reso prigioniero, ancorato, recluso. Ogni volta raggiungono il quid, e ogni volta devono rinunciarvi perdendo così una parte di loro stessi.
Perché soltanto da liberi potranno sognare infine di poter vivere un amore vero, prima di farsi fagocitare dalla loro vita sociale, vita ritrovata, che è destinata a frapporsi ai loro sogni.
Lo stile ampolloso ma contestualmente scarno dell’artista dipingono un quadro che racconta tra le righe più di quanto forse si vuole vedere, rendendo l’idea su quanto a volte le situazioni sono a renderci quello che siamo, sebbene da questo tutti vorrebbero sfuggire.
TATAMKHULU AFRIKA “PARADISO AMARO”. ED. PLAYGROUND
Cronache di Monastero: Mi sono soffermato spesso a pensare che cosa fosse una vocazione, e mai sono riuscito a comprendere il percorso mistico che fa arrivare certe consapevolezze. Eppure i preti, i frati, sono tutti uomini. O così pare che nascono. Monicelli un po’ indaga su questi aspetti col suo libro. La storia racconta le vicissitudini di un monastero dove un novizio, Andrea, che quasi vi entra per sfuggire alle pulsioni e agli stimoli della vita là fuori. Eppure lì incontra e vive nel suo intimo dei fascini inspiegabili, che gli portano un enorme turbamento interiore, incrinando le sue convinzioni intime di comunione con Dio. Nel noviziato stringe una sincera amicizia col fratel Zanna, l’anticonformista del caso, che col suo pensare lo porta ad acquisire tutti quegli orientamenti che sfociano nelle cieche convinzioni della vita monastica, rendendolo la sua antitesi, lì ama profondamente fratel Lodovici, il fragile campagnolo con una ferrea fede che lo porta via da ogni pulsione terrena … Andrea si forma, come uomo e come prete, con i suoi dilemmi interiori e le negazioni del suo essere. Uscito nel 1960 sotto il titolo di “Il Gesuita Perfetto”, il libro delicatamente spiega la precaria relazione che si instaura tra uomo e fede, costellato di repentini obblighi e rinunce a pensare con la propria testa per accettare le regole, le imposizioni clericali e i dogmi. Perché forse anche il lavaggio del cervello operato in quegli ambiti rende l’uomo prigioniero.
FURIO MONICELLI “LACRIME IMPURE”. ED. MONDADORI
L’abbandono feroce: Può l’amore diventare prigionia? Fino a quanto scegliamo di farci rendere vittime da nostri stessi sentimenti? La storia di Luca è una di quelle storie che toccano il cuore nel profondo e lo fanno vibrare. Luca ha amato, si è illuso, ne ha sofferto … e la sua croce è divenuta la sua prigione. Di punto in bianco viene lasciato, e non riesce a capacitarsene, e fatica a riemergerne, perché quell’odiato fantasma del dolore si rifiuta di abbandonarlo. Aleggia per sempre attorno a lui. Inizia per lui un percorso, di appena 137 pagine. La proverbiale capacità di Cotroneo di restituire il dolore e la disperazione mi ha tenuto incollato alle sue pagine di cronaca amara e infelice. Perché è possibile amare qualcun altro così tanto da annullare se stessi e la propria vita? L’amore è un sentimento umano, di patrimonio collettivo, che va curato, come un giardino fiorito e, purtroppo, a volte, quando è scomodo solo per quello che è l’oggetto dei tuoi desideri, segreto. Ma esso sfiorisce, come tutte le cose che per sempre non esistono, basta la morte, l’incomprensione.. e, come nel caso di Luca, il semplice abbandono del partner. Non mi dilungo oltre su questo libro, che ritengo essere di gran lunga uno dei migliori che ho letto in questi tempi oscuri.
IVAN COTRONEO “CRONACA DI UN DISAMORE”. ED. BOMPIANI.
Zorba
lunedì, 19 maggio 2008
La biblioteca del Comune di Elmas (CA) ha portato avanti un’iniziativa degna di menzione: infatti, grazie a un particolare interesse e sensibilità di alcuni amministratori referenti e del personale del settore dei servizi alla persona, ha deciso di acquistare e aggiungere nel proprio catalogo delle opere in prestito alcuni libri che trattassero della tematica LGTB.
L’idea guida che ha generato tale intento si fonda sia su due aspetti distinti ma correlati:
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Sopperire alla difficoltà di riuscire a reperire nel circuito editoriale e in quello della vendita della Sardegna dei testi afferenti a tale corrente letteraria, per la quale gli appassionati son quasi sempre obbligati ad acquistarne via web i titoli,
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Il particolare interesse della cittadinanza alle tematiche e ai problemi, ad ampio spettro, riguardante i cittadini omosessuali.
È stato pertanto deciso di offrire agli interessati la possibilità di poter avere accesso a libri a tematica LGTB e quindi di poter scoprire o approfondire la conoscenza di tale ambito.
Attualmente sono stati acquistati, catalogati e resi disponibili all’utenza una cinquantina di titoli, che spaziano dalla saggistica alle vere e proprie opere letterarie e romanzi, la novità sta nel fatto che, oltre ai noti testi a livello mondiale di Leavitt, Genet e White, presenti comunque in gran parte dei servizi pubblici bibliotecari e in qualche libreria, si è cercato di estendere la scelta con i libri che trattano di tale tematica ma che trovano una diffusione ristretta nella collettività sarda, avvalendosi pertanto dell’acquisto anche di libri delle case editrici specializzate in materia come Playground, Del Cardo, Il Dito e la Luna, Ed. Croce, ect, che magari hanno pubblicato in questi anni opere molto interessanti ma non conosciuti a livello locale e regionale. Questa nuova opportunità pertanto dovrebbe costituire un’opportunità sia per gli utenti LGTB che anche eterossessuali che hanno interesse, in ambito letterario, a documentarsi sulla “Letteratura a Tematica Omosessuale”.
Quest’iniziativa, che nel suo piccolo rimane significativa, è di buon auspicio affinché possano crearsi i presupposti per ulteriori passi e aperture della realtà locale sarda ai problemi e alle istanze della comunità gay, che ancora oggi si sente emarginata e marginale nella vita e nell’accettazione ma rivendica comunque lo status di “cittadinanza”, fruitrice pertanto di diritti e servizi.
La biblioteca è aperta a tutti, anche ai non residenti nel Comune, per ulteriori informazioni basta consultare il sito internet www.comune.elmas.ca.it alla voce Biblioteca Comunale. Gli orari di apertura sono attualmente così strutturati:
BIBLIOTECA COMUNALE DI ELMAS P.zza San Sebastiano - Tel. 070 2135095
ORARIO “Invernale” – Dal 1° Ottobre alla 1^ settimana di Giugno
Mattino: Lun – Mer – Ven – Sab dalle 9 alle 12
Sera : dal Lun al Ven dalle 15.30 alle 18.30
ORARIO “Estivo” – Dalla 2^ settimana di Giugno al 30 Settembre
Mattino: dal Lun al Ven dalle 9 alle 12
Sera : Lun – mer – Gio dalle 16.30 alle 19.30
Per conoscere quali libri al momento sono già stati acquistati e sono
disponibili per il prestito apri i file di seguito allegati:
Un ringraziamento particolare per tutto questo va a CI e MP, che si son profusi in fiducia, impegno e sostegno realizzando questa iniziativa.
martedì, 06 maggio 2008
Leggere i libri di Rachid O. può avere degli effetti collaterali. Perché lo scrittore ha una capacità innata di descrivere il suo mondo e il suo modo di essere in una totale sincerità quasi disarmante. Spesso riesce addirittura a scrivere le cose più banali facendoti entrare nella sua mente e nei suoi occhi e le fa sembrare impegnate, enormi. Ma quello che conta, a prescindere da ciò che racconta e dal modo di farlo, è che lo fa infinitamente bene. E che quasi è un piacere poterlo leggere. Sia in lingua originale che tradotto.
Nei suoi libri Rachid fa i conti con se stesso, semplicemente raccontando la sua adolescenza, la sua infanzia, i suoi amori e la sua famiglia, con dedizione pura, quasi ciecamente. Perché credo che sia fondatamente convinto della sua storia e dà quasi l’impressione che la riviva per via della penna e dell’inchiostro. Le sue pagine appaiono al lettore un miscuglio di fatti ed emozioni correlati tra loro, misti ad una sempre giovane freschezza di pensiero e purezza di intento.
Non è certamente uno scrittore maledetto.
Le sue storie vanno oltre le moralità sociali e l’integralismo della sua religione, e viene da lui restituito un quadro che dona redenzione a sé stesso, se mai ne avesse avuto bisogno.
Purtroppo i suoi libri sono arrivati relativamente da poco in Italia, ma credo che valga ugualmente la pena di leggerli e gustarne le parole. Perché l’omosessualità è una, anche se in Marocco, e poi in Francia, la si può vivere diversamente, e, anche se non lo si penserebbe, naturalmente.
RACHID O. - “ IL BAMBINO INCANTATO”; “CIOCCOLATA CALDA”; “TANTE VITE”. ED. PLAYGROUND
giovedì, 24 aprile 2008
Quello che vuole raccontare Paterlini è come vivono gli omosessuali i loro rapporti intimi, i loro “matrimoni”. Per questo ha raccolto 10 testimonianze di modi di vivere l’amore e li ha riportati, in una sorta di raccolta, nel libro “Matrimoni Gay”.
Paterlini traccia una linea veritiera che rovescia il solito stereotipo dell’omosessuale perditempo e senza impegno che pensa solo a scopare con chi capita .. e con chi ci sta.
Io l’ho letto tutto d’un fiato, grazie alla scioltezza narrativa dell’autore. Questi dieci racconti, aprono uno spaccato su quello che significa essere gay e amare qualcuno, condividerne la quotidianità aldilà di ufficialità e riconoscimento della coppia.
Le realtà raccontate sono diverse, distinte tra loro, ma ognuna a suo modo affronta tematiche attuali relative all’assistenza al malato, all’eredità, alla paura di perdersi un domani …
Il libro è nato per la prima volta nel 2004, ma ritengo che affronti in maniera volutamente indiretta dei temi attuali, caldi, che ci riguardano, non solo i gay, ma tutta la società.
Aldilà della singola storia ho visto desiderio di amare, di avere certezza di potersi dedicare all’altro/a senza un giorno ritrovarsi con un pugno di mosche. Perché sono convinto che purtroppo ancora oggi, in assenza di adeguati strumenti normativi che tutelano non il nostro orientamento sessuale, ma il nostro modo di amare qualcuno, viviamo nel limbo dell’adesso, dell’intensità del momento, senza un futuro certo.
Noi stiamo bene fin quando il partner sta bene, perché sugli accadimenti futuri, e purtroppo naturali, non ci è concesso il gusto di sentirci normali, e quindi tutelati.
Ma la colpa non è nostra.
La colpa sta nei politici incapaci e nella Chiesa che in maniera demoniaca cerca di demonizzare le diversità.
Il libro di Paterlini è un bellissimo libro … ma fa male dentro, perché con semplicità tira fuori tutto quello che temiamo e di cui dobbiamo aver paura.
Forse è vero che l’amore da solo non basta.
Forse è vero che questo non dipende da noi soltanto.
PIERGIORGIO PATERLINI - "MATRIMONI GAY.DIECI STORIE DI FAMIGLIE OMOSESSUALI" ED. EINAUDI
Zorba
venerdì, 11 aprile 2008
I COWBOY GAY: La storia di Jack ed Ennis è nota ormai a livello internazionale, dopo il film di Ang Lee che ne racconta l’evolversi. I due ragazzi, rudi ma semplici cowboy, si ritrovano da soli tra le montagne del Brokeback Mountain per lavoro, ed insieme affrontano le intemperie, orari allucinanti e loro stesse pulsioni, che danno il via ad una relazione amorosa a tratti passionale, a tratti romantica, e a tratti invece rinnegata, finchè non comprenderanno, non senza il dolore e la tragicità della situazione, che il loro legame è immenso, non solo incomprensibile, ma irrinunciabile. Uscito nel 1998 dalla penna di Annie Proulx questo racconto, inizialmente appartenente alla raccolta “Gente del Wyoming” , assume forti connotati di deprecazione e depressione tipici di un’America provinciale pre – “Stonewall”. E’ ormai diventato un romanzo commerciale, a seguito del film, eppure vale la pena di leggere quello che racconta nelle sue striminzite 60 pagine. L’autrice utilizza uno stile scarno, svelto, quasi l’avesse scritto di getto senza soffermarvisi troppo .. eppure nelle due ore di film si ha l’impressione che il regista abbia dimenticato qualche passaggio/emozione, che tra le righe del racconto appaiono chiare, nonostante tutto.
ANNIE PROULX – I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN. Ed. Baldini Castoldi Dalai
SESSO TRA PRIGIONIERI DI GUERRA: Scritto da un non meglio identificato Tripeleff, “Le avventure di prigionia del giovane Tenente Magnani” a mio parere è più di un romanzo erotico. E’ un inno all’amore passionale. Parla di Giulio, il giovane tenente catturato durante la prima guerra mondiale, che finisce in un carcere per prigionieri di guerra. Lì conoscerà Grisha, il giovane e bello principe russo, con cui, dopo una seducente corte, finirà per diventarne l’amante. Tra intrighi, gelosie e bevute la coppia affronta se stessa e i propri desideri, soprattutto il giovane Giulio, che potrà dare sfogo a quelle passioni che ha sempre desiderato ma che per ratio, imposizione culturale e diffidenza non aveva praticato prima. Fa parte della raccolta “Storie erotiche tra Uomini”, ma tutto sommato l’ho trovato di facile lettura.
TRIPELEFF – LE AVVENTURE DI PRIGIONIA DEL GIOVANE TENENTE MAGNANI. ED. IL DITO E LA LUNA
UNA PERVERSIONE: “Frisk” non è un romanzo digeribile. Non è adatto a stomaci deboli, o a mente non aperte alle perversioni più macabre. “Frisk” non è definibile. E’ “Frisk”. Proprio come Dennis Cooper è soltanto lui. Come dice in copertina, il libro indaga non su cosa si prova a toccare e godere di un corpo … Frisk ne desidera esplorare l’interno.
Il protagonista, Dennis, prova vera emozione, fin dai tredici anni, per il sesso snuff con deturpazioni indescrivibili e immodificabili. Lui non vuole possedere il corpo, lui vuole far emergere il suo interno, tra scene fatte di sangue, ani dilaniati e carne. Adora e vuole squartare i suoi amanti. E non si accontenta del desiderio, ma vuole realizzarlo. E per questo i suoi amici lo aiutano a farlo, ricreandoli, tempo per tempo, quelle situazioni che lui trova eccitanti, col fine di appagare la sua sete e di estinguerla, definitivamente. Solo alla fine si scoprirà l’inganno, se c’è. Per ogni pagina Dennis rafforza e si abbevera del suo desiderio, ammazzando/immaginando di ammazzare tutti quegli uomini che accettano la sua sfida. Dennis ne desidera sempre più, e non si ferma dinanzi al dolore.. se non a quello dell’amore supremo per qualcuno che venera, e che vorrebbe trucidre ma che non può farlo. Uno di quegli amici che lo aiuteranno poi a liberarsi del desiderio con la simulazione/realtà.
Non mi è possibile andare oltre.. Frisk rimane Frisk. E per ognuno lo è a modo suo.
Così deve essere.
DENNIS COOPER – FRISK. ED. EINAUDI
sabato, 22 marzo 2008

“L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia, un salto dopo l’altro come fuoco misterioso che ti scorre nelle vene. I cani selvaggi esistono davvero. Sono lì fuori, oltre la sicurezza delle strade e delle case, oltre le luci della città. E uno di quei cani è il mio.“
Helen Humphreys in 167 pagine ci racconta la storia di sei padroni che cercano disperatamente di richiamare i propri cani, unitisi a in un branco selvaggio, a quella vita fatta di comodità, di agiatezza e di controllo, che con la loro sparizione si è infranta. Ognuno dei sei ha perso qualcosa, ma non è soltanto il proprio cane, ma un pezzo della propria vita, come se un piccolo meccanismo si fosse inceppato, e si ritrovano tutti e sei a dover fare i conti con lo scatafascio delle loro esistenze stravolte. Tra loro nascono amori, come per Alice e la donna dei lupi, nascono amicizie, dissapori, struggimenti, piccoli segreti …
Alice, Jamie, Walter, Rachel, Lily e Malcom costituiscono inizialmente un piccolo sodalizio, che occupa le loro esistenze vuote, dopo la fuga del proprio animale. Ma tutto, in una dimensione temporale sospesa, magistralmente evocata dalla scrittura dell’autrice, si snoda, si scioglie verso un epilogo inaspettato. Alice, la protagonista, conosce l’amore lesbico, se ne fa rapire, ma poi .. si lascia andare.
Questo libro mi ha regalato emozioni intense, che mai mi sarei aspettato di leggere. Descrive il senso di perdita e l’amore incondizionato con una forza verace, che trascina chi legge per cascate di emozione. Non posso smettere di leggere, non posso smettere di riprenderlo in mano.
La mia mente con esso ha vagato lontano.
“Non penso più che la mia vita riguardi ciò che mi è successo. Riguarda ciò che ho scelto di credere. Non è quello che vedo, ma quello che penso che sia là fuori. E alla fine, ecco quello in cui credo.
Il cuore è una creatura selvaggia e in fuga.
Il cuore è un cane che torna a casa.”
HELEN HUMPHREYS – CANI SELVAGGI. ED. PLAYGROUND
Zorba
sabato, 01 marzo 2008
Ho scoperto la saga di Adams un po' per caso, leggendo qua e là dei libri che trattassero di storie di animali. La curiosità alla fine ebbe il sopravvento, e così un giorno riuscii a farmi regalare "La Collina dei Conigli".
Il libro racconta l'epopea di un gruppo di Conigli coraggiosi che, contravvenendo alla ragione sociale del branco e seguendo l'istinto premonitore del piccolo Quintilio, scappano dalla conigliera per crearne una nuova, lontano dall'uomo e dalla sua distruzione. Il tempo e la storia daranno loro ragione, e dal momento della partenza il gruppo, dopo diverse vicissitudini, scopre il mondo, il desiderio ma soprattutto la libertà di essere e di affermarsi.
La loro organizzazione, le loro ragioni politiche, le regole che seguono, non sono strutturate sulla base di necessità contingenti, ma si fondano su intelletto, leggende, schemi che via via finiscono per contravvenire in favore della libertà e della democrazia.
Non una sola pagina parla di conigli gay, ma dentro la storia ho trovato tanti piccoli spunti che in questo burrascoso periodo politico, fatto di inadempienza, balli, controcanti e poca attenzione ai diritti di cittadinanza, mi ha fatto riflettere, in primis su quanto possano costruire un manipolo di conigli, ribelli ma anche lungimiranti, per garantire al gruppo la libertà di opinione, la libertà di espressione.. ma soprattutto la libertà di essere. Qualcosa che l'uomo ha invece dimenticato o che fa finta di non vedere.
Loro sono solo un piccolo, sparuto, gruppo di conigli, ma forse, dentro la nostra coscienza, esiste un po' di quel pizzico di saggezza di Moscardo, dell'occultismo benevolo di Quintilio, della forza e fedeltà di Parrucone, del coraggio di Kasentlaia, della furbizia di Dente di Leone...
Qualcuno un tempo diceva che la vita ovunque è piena di eroismo, e io questo eroismo lo voglio intendere anche come mettersi in gioco per soppravvivvere, o rincorrere una giustizia, quella che dà pari opportunità a tutti.
Eroismo, voglia di farsi sentire insomma.. e di combattere per tutto quello che per noi è importante.
Il mio è solo un piccolo sasso, che ho voluto scagliare nel mezzo.
Chissà se qualche indomito coniglio recepisce, e perlomeno si chiede a cosa serve ancora nascondersi e aspettare.
Richard Adams: "La collina dei conigli" - "La collina dei ricordi". Edizioni Rizzoli.
Zorba

sabato, 16 febbraio 2008
Nel mare della letteratura a tematica omosessuale oggi mi sento di suggerire tre letture, accomunate da un'unico comun denominatore: Omosessualità e giovani adolescenti.
MYSTERIOUS SKIN: C'è qualcosa che unisce Brian Lackey e Neil McCormick. Nessuno si ricorda dell'altro, nessuno dei due ha nulla a che fare con l'altro. Brian rincorre le sue idee sugli UFO, col quale è venuto in contatto in un'esperienza di dubbia veridicità, l'altro è un'irrequieto adolescente gay che si offre a uomini più grandi di lui per i quali prova un'attaccamento morboso.
Uno ha cancellato, rimosso, l'avvenimento per il quale si sono incontrati, mentre l'altro invece semplicemente non lo ricorda perchè l'unica cosa che val la pena di non dimenticare è la sua storia d'amore con l'allenatore di baseball, di cui era il preferito. Eppure entrambi i ragazzi sono destinati ad incrociarsi di nuovo, e ad aiutarsi nel prendere coscienza di sè, e di quello che è veramente accaduto.
Scott Heim racconta la storia di due bambini violati con una delicatezza e freschezza non comuni nella letteratura contemporanea, dando rilievo ai pensieri, i ricordi e la presa di coscienza dei protagonisti, che pian piano diventano consapevoli del loro passato in un lungo e doloroso cammino di espiazione. E' una lettura che consiglio.
SCOTT HEIM - MYSTERIOUS SKIN. Ed. PLAYGROUND
L'ADOLESCENZA SECONDO SOEHNLEIN: "Il mondo dei ragazzi normali" viene osannato da tutti come un capolavoro. La storia che si sviluppa tra le sue pagine descrive semplicemente un periodo particolarmente difficile del tredicenne Robin, appartenente ad una tipica famiglia americana post bellica, che inizia a provare i primi turbamenti sessuali confusi verso le persone del suo stesso sesso, barcamenandosi (manco a farlo apposta) tra dubbie passioni corrisposte, omofobia di compagni e vicini e improbabili incontri sessuali con i suoi carnefici. Ma la vita del piccolo Robin è destinata ad avere una brusca virata a causa di un evento che compromette l'equilibrio familiare, ma che lo obbliga a prendere coscienza rovinosamente della sua omosessualità che non potrà debellare ma che dovrà accettare. Per forza.
Robin non sa, ma inizia ad interrogarsi su quando inizia la giovinezza, e inizia a capire che forse, nonostante tutto, non è meraviglioso quel poi di crescita che tutti i giovani adolescenti omosessuali immaginano e rincorrono per fuggire dalla realtà di goffaggine e di doloroe che la diversità, negli occhi degli altri, ti obbliga ad ingoiare giorno dopo giorno.
Soehnlein racconta con semplicità tutto questo, lasciando, forse volutamente, una sospensione nel finale, che lascia l'amaro in bocca, perchè ognuno si chieda, e forse immagini, come doveva andare a finire.
K.M. SOEHNLEIN - IL MONDO DEI RAGAZZI NORMALI. Ed. BALDINI, CASTOLDI, DALAI
UN TEMA DIFFICILE: Joe si ritrova a descrivere in un tema per l'insegnante, il prof. Daly, qualcosa che non aveva preventivato, a cui non aveva ancora mai pensato, come lui stesso ammette: se stesso. Eppure Joe raccoglie la sfida, cimentandosi, dalla A alla Z, a scrivere al suo insegnate su di sè, su quello che sente, su come lo vive, su cosa significa avere docici anni ed essere incontrovertibilmente gay. La sua maniera di scrivere, ricca di simpatica ironia e semplicità, proietta il lettore in un mondo di purezza, dove famiglia e amici ti accettano nel coming out e anzi, lottano contro le discriminzaioni di un mondo, quello delle scuole medie, dove la ferocia omofoba dilaga semplicemente per affermare la propria supremazia sull'altro. Ma Joe non demorde, perchè è un piccolo eroe, che col suo tema fa ridere, diverte, e fa soprattutto pensare.
Perchè Joe, non è uno qualunque.. lui è proprio Joe!
E sta bene così.
La lettura del libro si sviscera in maniera originale e scorrevole, ed è un toccasana per chi vuol passare un'oretta a rilassarsi in simpatia. Ma mi raccomando, Joe chiede soltanto una cosa: Tutto quello che leggerete.. tenetevelo per voi!!
JAMES HOWE-JOE E BASTA. Ed. PLAYGROUND.
venerdì, 01 febbraio 2008
Jean Genet racconta il suo amore perduto per Jean D., giovane patriota francese. Il romanzo è ambientato a Parigi, durante l'occupazione tedesca, mentre la stessa Francia, piegata dalla ferocia nazista, cerca di organizzare la resistenza. Genet soffre, perchè il suo amato è stato ucciso da un manipolo di tedeschi in quanto riconosciuto come collaboratore dei patrioti che innestano la guerriglia contro i "crucchi" . Mentre la salma del giovane subisce il fascino della popolazione locale, che lo eleva a martire del patriottismo, Genet impazzisce, ma questa sua pazzia nasce dal dolore per aver perso il ragazzo che amava. Pazzia che lo porta ad aderire all'ideologia dei tedeschi, a giustificarli e a sua volta a subire il fascino di quegli uomini biondi, pelosi, giovani e ormai condannati. Nella storia si intersecano miriadi di personaggi, dalla personalità torbida e affascinata: Erik, il crucco sergente che si rifugia a casa di Jean D., diventando il compagno della madre e il segreto amante dei fratelli Rinton, Paulo e dello stesso Genet; Pierrot, il deliquentello che condanna con le sue bugie i suoi 28 colleghi alla fucilazione nel carcere; Paulo, incosapevole amante di Hitler da cui riceve la grazia di rimanere in vita; la servetta, triste moglie del giovane Jean D. che subisce angherie e soprusi...
Genet non rinuncia, mascherando la storia d'amore, ad analizzare le brutture della guerra, dove i nemici sono, e possono essere, anche uomini e amanti, e ad analizzarsi, chiedendosi come possa esser possibile celebrare la sua patria, quando la stessa ti porta via ciò che è più caro, facendolo vivere di soli ricordi, condannandolo ad amare il suo piccolo Jean, anche da morto, quasi desiderando di abbracciare per sempre il suo corpo decomposto che vorrebbe trafugare dal cimitero. Il suo piccolo Jean D., sacrificato suo malgrado in nome della libertà della Francia.
Io ho trovato questa lettura sconvolgente ma sicuramente attualissima. Parla del dolore dell'intimo è vero, ma porta a ponderare la scelta dell'ideologia politica, della sofferenza e dell'adesione al patriottismo. Mi ha fatto sembrare che la guerra è guerra ... dolorosa, sia per chi è occupato che per chi occupa.
Quanto in verità è giusto aderire al patriottismo, alla fede nel proprio stato, quando questo ti delude, quando questo cancella, bistratta, ti priva del tuo amore... o nel mio caso: del diritto di amare?
A voi la risposta.
SE MI DICESSERO CHE RISCHIO LA MORTE RIFIUTANDOMI DI GRIDARE "VIVA LA FRANCIA", LO GRIDEREI PER SALVARMI LA PELLE, MA LO GRIDEREI SOTTOVOCE.
SE FOSSE NECESSARIO GRIDARLO FORTE, LO FAREI, MA RIDENDO, SENZA CREDERCI.
E SE FOSSE NECESSARIO CREDERCI, CI CREDEREI, E SUBITO DOPO MORIREI DI VERGOGNA.
Jean Genet "Pompe Funebri". Ed. NET
mercoledì, 16 gennaio 2008
Dennis Cooper, da tutti osannato come genio, ha pubblicato nel 2007 un nuovo romanzo dal titolo "Troie".
Stavolta ci racconta le vicissitudini, attraverso uno stile che ricalca i forum, le chat e i siti per escort reperibili via Internet, la storia, reale o fantasiosa, di un modello/gigolo di nome Brad che si rende disponibile ad essere ammazzato durante un rapporto sessuale in cambio di soldi.
Le sue vicissitudini, in alternanza a reale e finzione, colpi di scena, imbrogli e redenzione, mi hanno gettato in un mondo torbido e maledetto fatto di perversione, sesso snuff, fisting e disperazione. Quanto siamo disposti ad arrivare per soldi? Cosa siamo in grado di barattare per notorietà? Chi durante l'asta si aggiudicherà il gesto supremo?
Quanto di ciò riportato nelle recensioni di Brad è reale o frutto di una perversa fantasia virtuale per tenere incollati alle chat (e di conseguenza alle pagine) i fan di Brad, del suo padrone-fidanzato Brian e dello psicopatico Zack?
Alla fine sono tutti vittime, i vari personaggi, lo stesso Brad. E non mancano di certo i colpi di scena conclusivi
Stavolta Cooper mi ha stupito, affrontando con semplicità e gusto (da intendersi nei suoi canoni) l'attualissimo tema del sesso e degli incontri via web, affrontandolo nei rami più estremi del sadomasochismo per giungere a una conclusione: Quanto è relamente importante, al giorno d'oggi, il filtro della rete virtuale?
Perlomeno io l'ho vissuto così.
Zorba
Dennis Cooper- "Troie". Ed. Fazi