martedì, 22 luglio 2008
domenica, 22 luglio 2007
"Chi ben comincia... è a metà dell'opera.
O almeno è così che si dice.
Alla fine ho deciso di spostarmi con i miei contenuti.. Che dire??
Benvenuti a tutti!"
Ho iniziato con queste parole esattamente un anno fa... certo che ne sono cambiate di cose da allora... è passato un anno da che sono arrivato qui, e la mia vita è cambiata da allora, meglio, peggio, non so... l'importante per me è sempre stato cambiare alla fine. Per questo ho scelto questo pezzo, un film che mi rappresenta e che è uno dei miei preferiti... la dedico a voi, a tutti i naviganti che sono approdati almeno una volta qua.. nel Mondo di Zorba.
La storia mi ha sempre coinvolto personalmente.. e non c'è stato momento per me in cui non mi sia sentito nuovamente come Ariel ...  Perchè forse non esaurisco mai le energie per cercare il nuovo, per amare, andare incontro alla diversità... perchè forse io sono così.. e continuerò a camminare lottare verso quel sentiero che ho voluto tracciare...
Tra qualche giorno anche io partirò... ma per qualche giorno soltanto, prometto poi di ritornare qua!!
Auguri Mondo di Zorba... nella speranza di poter fare con tutti voi tanto altro cammino insieme.. e buone ferie!!!
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , luglio 22, 2008 21:01 in: diario, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya
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martedì, 15 luglio 2008

 

E se smettessi di prendere questi antibiotici?
e se smettessi di mangiare quando sono sazia?
e che mi dici di quelle carote trasparenti pendenti?
e che mi dici di quel kudo eternamente elusivo?
 
La prima parola che mi viene in mente è “Rivelazione”. Esistono quelle notizie che credi di sapere da sempre, ma una volta in cui arrivi a poterle accettare hanno il potere di darti una forza incommensurabile.. o di lasciarti basito. Perché non ci sono mai certezze come quelle che ci guidano da dentro il cuore, e non esistono menzogne tanto grandi da non lasciare spazio alla voce interiore per esplodere nel suo canto al di sopra di tutto questo rumore.
Ci ritroviamo a questo punto, io e te, a vedere come hai varcato quella soglia che faceva tanta paura anche a me qualche anno fa.
 
 
e se smettessi di incolparti di tutto?
e se per una volta io cogliessi l'attimo?
e che mi dici di quando mi fa sentire
bene finalmente perdonarti?
e se ci affliggessimo per tutto in una sola volta?

 
Viviamo in questo tempo un periodo oscuro. Ho della rabbia che non riesco a smaltire, anche se cerco di non prendermela per tutto. Ma la delusione mi ha attanagliato il cuore, e non credo a volte più nemmeno nelle emozioni, quando sembra che tutto ti volti le spalle per rincorrere dei passi che non si sa mai dove possano condurre, mi sento stanco di dover chiedere reciprocità, ma ancora di più perché sbaglio sempre tanto con le persone che alla fine non tollero gli errori altrui.. e la cecità. Quella mi ferisce come delle lame nella carne.
Viviamo a volte in mondi paralleli tanto da non farmi più sentire coinvolto nelle nostre vite, come un osservatore che dall’altro guarda l’orizzonte.
 
grazie India
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenza
grazie, grazie, silenzio

 
La strada che ti si apre davanti non è semplice, ci saranno quei giorni in cui sentirai crescere l’entusiasmo per sentirti libero di essere, e avrai necessità di doverlo condividere con chi ti sta intorno. Senza vergogna (se non ancora dentro) ,senza paura (se non di un futuro incerto), ma dovrai prepararti al dolore del poter perdere qualcuno di amato, come ho fatto io, perché se anche possiamo rimanere gli stessi a volte un solo aggettivo può cambiarci negli occhi di chi ci guarda. Verranno i giorni della rabbia per non sentirsi tutelati, e quelli dello scontro con le ideologie che fino a ieri ci insegnavano che essere “Diversi” era un male, per poi constatare che alla fine di diverso non c’è niente. Verranno i momenti di sconforto per il tempo che passa e quelli della paura per non essere mai protetti dalla legge. Ma penso che queste cose le sappia anche tu senza che te le debba ripetere. Mi ha stupito sentirti dire che è ben diverso sapere certe cose da averne la certezza .. perché anche io all’inizio ragionavo così.
 
il momento in cui ho mollato è stato il momento
in cui avevo tra le mani più
di quanto riuscissi a gestire
il momento in cui sono saltata giù
è stato il momento in cui ho toccato terra


Sento il vento che mi porta le notizie, sento l’odore del fumo acre che mi dice che vado al rogo, e tra tutte queste cose che bruciano ho bisogno di sapere, “cosa devo salvare?”.
Mi concentro su di noi.
Ma ne può ancora valere la pena?
La cosa più difficile è certamente quello di poter ammettere con sincerità quali sono i sentimenti, perché alla fine non importerà quanto ci lasciamo navigare nelle situazioni senza tener di conto le conseguenze.. o soltanto aspettare e pensare “Cosa Stiamo Facendo?”
Non ci sono vie d’uscita se non quella di affrontare di petto le difficoltà, alzare la mano in una stanza buia per fare la tua domanda.
 
e se smettessi di essere masochista?
e se ricordassi la tua divinità?
e se piangessi sfrontatamente
fino a finire le lacrime?
e se non mettessi sullo stesso piano
la morte e la fine?
 
Sai già che i percorsi di accettazione equivalgono quasi ad essere liberi.
Cerca magari il più possibile di difendere dal mondo là fuori la tua identità e non permettere mai a nessuno di farti sentire sbagliato.
Cerca di essere Felice.
La vita è troppo breve per lasciarti intimorire da sentire i sentimenti.
Non aver paura di ammettere che ami, il resto verrà da sé.
Cerca di essere Felice.
 
DEDICATA A CHI LEGGE.. E, VIVENDO UN SALTO NELLA PROPRIA VITA, SI RIVEDE NELLE MIE PAROLE, E DEDICATO A ME, CHE, DOPO TANTO TEMPO DA QUEL SALTO, MI CHIEDO DOVE SONO ARRIVATO
 
grazie India
grazie terrore
grazie disillusione
grazie nulla
grazie chiarezza
grazie, grazie, silenzio


 Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , luglio 15, 2008 21:56 in: lettere, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya
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lunedì, 16 giugno 2008
Oggi Zorba è molto stanco … Ma non poteva sottrarsi all’invito di Batino
Pertanto riporto il testo integrale di questa catena .. in direttissima dal suo blog!!
“Lo scopo è quello di scrivere le cinque canzoni migliori di tutti i tempi (secondo noi), e di passarlo ad altre cinque persone, fornendo il link di chi ve l'ha passato”
Devo dire che di canzoni che mi piacciono ve ne sono diverse … e variano da periodo a periodo, pertanto ho pensato di fare la mia personale classifica da inquadrarsi ovviamente a oggi.. questo momento!!!
Eccole:
 
Five for Fighting -“Superman”
 
Snow Patrol – “Chasing Cars”
 
Elisa - “Eppure Sentire”
 
Lisa Loeb- “How”
 
Alexi Murdoch – “Blue Mind”
 
E ora le mie nomination:
ROMINS, LODGER, GINEVRO, ORANGECAT E UGUALE|DIVERSO
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , giugno 16, 2008 21:55 in: flussi di coscienza, dedica
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sabato, 07 giugno 2008

Knock you down
Make you bleed
Make you cry
And make you think
I´ll die here soon if I don´t leave
If I don´t leave if I don´t leave



Da tanto tempo mi ritrovo qui.
Do uno sguardo all’orologio, seduto e paziente con qualcosa in mano, e attendo.
Arriverà oggi quel giorno?
Ho visto le stagioni passare, in questa panchina immaginaria, il sole dell’estate, la pioggia dell’autunno, la neve dell’inverno e i petali della primavera, mi hanno ricoperto di settimana in settimana.
E io sono sempre restato qui, ad aspettare, col vento e con l’afa, nulla avrebbe mai potuto distogliermi dall’obiettivo, di essere qui per te.


This patch of sky and native ground
Take turns to push and pull you down
Forget trying to live and be happy
I´ll take safe and terror free


Semplicemente stare ad aspettare.
Aspettare il momento giusto in cui quello che mi potresti dire mi avrebbe scaldato il cuore, mi avrebbe convinto che quest’attesa è inutile e improduttiva.
Ti ho visto sanguinare, piangere, sorridere.. e io sono sempre stato qui ad attendere la tua riconoscenza, il poter sentir dire di essere speciale, solo per averlo fatto.
Ma sai come succede, che a volte bisogna imparare a non essere un’egoista, ma a stare qui e non chiedere un grazie in cambio.
 
Hit the floor
Shut off the lights
As the bullets fly
Terror rules the dark night
Dogs hang from the trees
 
Il tempo trascorre ancora e io non mollo la mia postazione, attendo il contentino che non so nemmeno io per quale motivo lo faccia, ci sono persone a volte così stolte che non meritano l’attenzione perché sanno darti sempre per scontato, che tanto male che vada sarai sempre presente a raccogliere i pezzi perché questo è il ruolo che occupi nella loro vita perché non sei in grado di averne una tua. Perché non ci sono classifiche di importanza ma sai che non potrai mai valicare quel muro delle persone che nonostante tutto saranno sempre perfette, ideali che non sfuggono al cuore della gente che aspetta.
Puoi partire e ritornare per miglia e miglia che tanto io avrei sempre dovuto aspettare.. qui … e aspettare.
 
Apples are filled with razor blades
But fools and innocents believe
That love and faith and truth and beauty
Can make a garden of this human factory
 
Eppure stavolta ho raggiunto la mia illuminazione, sai?
So che non posso stare qui oltre, perché non posso lasciare scorrere davanti agli occhi la mia vita e diverse persone che mi tendono la mano, dove magari un rapporto può apparire diverso, dove molte parole non dette potranno essere sufficienti per far capire di non essere apprezzato e di non perdere il tuo tempo. Perché non è giusto stare ad aspettare per avere indietro il proprio conto, ho già pagato la fattura e non posso spendere altro denaro.
 
Bad girls run fast
Leave home alone
No trace or clue of where they´ve gone
Sometimes these girls are never found
Never found never found
 
Per tutti quelli che vorrebbero avere un rapporto alla pari,
per tutti quelli che piangono per un po’ di riconoscenza,
per tutte quelle cose che non potrò mai essere ai tuoi occhi,
per tutti quelli che a volte non vedono che le persone importanti gli stanno accanto senza fiatare,
per tutti quelli che un giorno capiranno che tendere la mano non è mai sbagliato,
Io adesso mi alzo e me ne vado, senza un biglietto, e parto lontano, potrei non tornare, potrei non tornare più ad aspettare una parola o un gesto per fare da bravo .. senza restare a guardare, di nascosto, la faccia stupita del tuo viso che al ritorno dal tuo ultimo viaggio non mi vedrà … più sostare.
 
I´m 3000 miles away
I´m 3000 miles away
I´m 3000 miles away
I´m 3000 miles away
I´m 3000 miles away
I´m 3000 miles away
 
 
ON AIR: TRACY CHAPMAN – “3.000 MILES”
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , giugno 07, 2008 23:28 in: diario, flussi di coscienza, appunti di vita gaya
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giovedì, 10 aprile 2008
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , aprile 10, 2008 09:23 in: flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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lunedì, 31 marzo 2008
Convinzioni cortisoniche
credute certe
che coinvolgono costantemente
che non cambiano mai

D_E_LU_SO
Mi Capisci?

FRU_STRA_ZI_O_NE
Te lo Ripeto

Per tutti i tuoi no
Per quel maledetto secondo posto
Per tutto quello che non hai saputo dare
Per tutto quello che non saprai mai accettare
Per tutte le promesse non mantenute
Per me e Per te


Devo spegnere la luce


Click!
Dubbio
 
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , marzo 31, 2008 13:19 in: poesia, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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martedì, 25 marzo 2008

 

“Ti ricordi i giorni
Chiari dell’estate
Quando parlavamo
Tra le passeggiate …”
 
2001: Avrei voluto vedere “le Fate Ignoranti” al cinema. Mi ritrovavo nel pieno del coming out, e volevo capire da che parte dovevo andare. Mi era stato detto che era un bel film, e che vederlo con una persona che poteva piacere dava quel tocco in più a tutta la storia che difficilmente avrei potuto sentire altrimenti. Ma per una cosa o per l’altra non ci andai mai. Recuperai quel film qualche tempo dopo, da solo, di fronte al mio televisore. Ma dentro avevo comunque il rimpianto perché sapevo che non era la stessa cosa. In quel periodo avevo conosciuto tanta gente, e mi ricordo soprattutto di lui, di quel ragazzo trentenne, buddista, trentino, col quale ci eravamo ritrovati subito in chat. Passavamo ore intere a parlare, al telefono, a confrontarci, e ad immaginare una storia tra noi se lo spazio non ci avesse diviso con così tanta ferocia. Lui aveva visto il film, lui ascoltava la canzone continuamente, come sottofondo, mentre parlavamo, mentre lui si sfogava per aver perso il suo amore e io invece avevo fame di averne.
Chissà che fine ha fatto adesso. Mi chiedo se ha finalmente ha incontrato la felicità, se ora sta bene con un compagno vero.
Non saprei davvero dire se le cose sarebbero andate diversamente se avessimo mai avuto, io e lui, una vera chance.
 
“Stammi più vicino
Ora che ho paura
Perché in questa fretta
Tutti si consuma …
… mai, non ti vorrei veder
cambiare mai …”
 
2004: Quando la macchina percorse in uscita la via di casa un groppo si fermò nella mia gola. Partivo, andavo a stare lontano. Avevo trovato il mio primo incarico, e uscivo di casa.
Era qualcosa che avevo sognato da sempre, ma la mia vita allora, un tantino complicata, mi aveva aggredito come un lupo verso la sua preda.
Cambiare.
Era tutto lì.
Vedevo la strada che mi rincorreva inesorabilmente mentre la macchina correva avanti, e tutto sembrava così piccolo ed evanescente che quasi non si riusciva nemmeno a toccare con le dita. Iniziavo una nuova vita e lui sarebbe arrivato, poco dopo di me, nella stessa casa.
Ero felice di tutto, ma mi faceva sempre paura … sapere che correvo il rischio di non poter tornare indietro.
Da quel momento era diventato il mio compagno.
 
“ Perché siamo Due
Destini
Che si uniscono
Stretti in un istante solo
Che segnano un percorso profondissimo
Dentro di loro …”
 
 
2005: Eravamo lì, su quel letto. Sfiancati dalla ferocia della nostra ultima passione. Fu lui a piangere per primo. “Non ti voglio lasciare qui ..” diceva, mentre cercava di abbracciarmi.
Io non sapevo come sentirmi.
Di lì a pochi giorni la nostra vita si sarebbe separata da 200 km di lontananza e nessuna occasione di incontro a metà strada.
Sarei voluto scappare con lui, ma non potevo ancora tornare indietro.
Sarebbe stata una scelta stupida, poco sensata, anche se la dettava l’amore.
Mi lasciavo abbracciare senza riuscire a sciogliere il nodo del mio petto, che ostruiva ogni parola, ogni lacrima, ogni dolore.
Tutto rimaneva dentro di me.
Le sue valigie vicino alla porta.
Io che stavo lì, sospeso, per tutta la settimana a venire e le altre dopo, disperato, da solo.
 
“Superando quegli ostacoli
Se la vita ci confonde
Solo per cercare di essere migliori
Per guardare ancora fuori …”
 
2008: Le mie dita rincorrono questa tastiera. Sono molto le cose da dire a questo punto. Sono passati sette giorni da quando abbiamo deciso di vivere ancora assieme, di riprovare ad essere una famiglia. Vera.
Alla faccia di chi dice che non potremo esserlo.
La notte ti guardo dormire, e mi sento tranquillo, il tempo non cambia e va tutto bene.
Ho riprovato anche stavolta quel mix di emozioni a lasciare la casa dei miei, con tutti i piccoli drammi che in quel mio gesto ho provocato.
Anche una settimana fa ero conscio che non sarei potuto più tornare indietro. Ma ero pronto a farlo.
Ne avevamo parlato, e dopo sette anni di storia non potevamo fare altrimenti.
Ci sono quei momenti in cui vorrei stare da solo, ma ci sono anche altrettanti compensativi, dove la mia anima esige la tua.
Finalmente abbiamo finito di sistemare le scatole.
Il tempo scorre nelle nostre mani, tra i nostri divani, la nostra stanza, i nostri corpi …
Il tempo non ci ha cambiato da allora.
Va tutto bene.
 
Letto
“Per non sentirci soli,
per non sentirci soli …
Per non sentirci soli …”
Tiromancino – “Due destini”
Zorba
 
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , marzo 25, 2008 14:10 in: diario, lettere, flussi di coscienza, racconto, vita privata, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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domenica, 24 febbraio 2008

Premetto.

Non ne capisco nulla di politica, ne mai vorrò capire i suoi meccanismi.

Ma sono incazzato. Molto incazzato.

Mi sento come un sacco da boxe, bersagliato da tutti, utilizzato, ma schivato a ogni ritrosia.

C'è stato un attentato in un locale gay di Roma, l'ho letto su tanti dei vostri blog, ma non ne ho sentito parlare in nessun telegiornale.

In Israele hanno detto che il terremoto è colpa dei gay.

La commissione europea ammette le adozioni per gli omosessuali. Silenzio assoluto.

Ieri ero a Roma con un'amica, e sono entrato nella libreria Babele (e ovviamente ho fatto shopping, dato che libri a tematica omosessuale qua non ne arrivano se non in un'unica libreria di Cagliari). Mentre sceglievo i libri e la mia amica si riposava nella sedia dopo la lunga scarpinata, ho assistito a un confronto politico di tre ragazzi, nel quale uno esprimeva (giustamente) il suo dissapore per le politiche italiane, dicendo che non aveva fiducia su nessuno e che nessuno si filava i gay. Ha detto di aderire al partito del non voto.

Io e Cì ci siamo guardati.

Non siamo intervenuti (perchè non era il caso), ma so che entrambi ci siamo chiesti: La politica italiana non funziona, non tutela i diritti, non tutela il cittadino.. e allora? Ci Muoviamo?

Io sono gay. Ma sono anche un cittadino. E come me ce ne sono tanti altri.

Io ho dei diritti negati. Altri ne hanno ugualmente, magari diversi.

Ripeto: Ci MUOVIAMO?

Vogliamo far sentire la nostra voce, UNIVOCA, come comunità LGTB?

Vogliamo uscire allo scoperto ... col viso scoperto, e far sentire a tutti quanti siamo, chi siamo, e cosa vogliamo?

Vogliamo davvero suscitare un cambiamento? Oppure continuare a lamentarci, arrocarci dietro le nostre ideologie e tornaconti, dividerci in sinistra che vuole il voto ma non fa nulla per noi e in destra che ci vorrebbe nei pogrom polacchi?

Eppure esistono i gay del PD, che non hanno inserito i diritti di coniugio nel programma, o quelli della GayLib che addirittura nel congresso di Berlusconi e co. sono stai isolati da un silenzio imbarazzante perchè non era il caso che si presentassero...

Vogliamo continuare a farci etichettare, esiliare e discriminare dalla politica che gioca d'equilibrismo per non contestare la Chiesa cattolica, Ratzinga e i suoi quattro gatti?

Vogliamo continuare a non poter essere coniugi, a non poter testamentare, a non prestare assistenza al nostro/a compagno/a quando è ricoverato perchè per la legge italiana e per la coscienza collettiva manipolata dai preti non siamo nessuno l'uno/a per l'altro/a?

Riusciamo invece a restare uniti, per una volta tutti uniti, e a rubare le beneamate poltrone a chi non se le merita?

Da poco Gianmario su Famiglia Fantasma scriveva "FROCI, CORAGGIO!".

Forse aveva ragione, ma non ne faccio una questione solo per i gay e co. anche se i più maltratti. Ci sono migliaia di cose che non vanno bene nel nostro paese, e credo che in tanti vorrebbero far sentire la loro voce.

Allora riusciamo ad aggregarci compatti, gay, lesbiche, trans, bisex, simpatizzanti e persone che credono che debba davvero cambiare qualcosa e far sentire il nostro coro, contarci e far capire quanti siamo e qual'è il nostro peso?

Ditemelo voi.

Riusciamo a far qualcosa, riusciamo ad essere gruppo sotto la stessa bandiera? Riusciamo a rispondere in maniera decisa e fiera a questi attacchi (anche con la stessa moneta, se dovesse essere necessario) o ancora una volta abbassiamo le mutande e ci mettiamo il lubrificante in attesa del prossimo che salirà al Governo che ce la mette, come sempre, nel didietro?

Qualcuno dice "We Can", qualcun altro dice "Italia Risorgi!" (o qualcosa del genere!), io dico: "CI MUOVIAMO?"

Pistola

CONCLUDO .... Io non ne capisco un cazzo di politica!

 

Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 24, 2008 16:05 in: diario, flussi di coscienza, politici, vita privata, cultura gay, appunti di vita gaya, attivismo queer
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martedì, 19 febbraio 2008

Mancano pochi giorni al grande evento.
"Uno, Due, Tre."
Salto: Hop!
M'importa di ogni cosa, ci faccio caso, porgo la mia faccia e voglio ricevere tutti gli schiaffi possibili.
Sveglia!
Sto ancora dormendo?
Lacrime distanti le mie, che senso ha piangere alla luce del sole se esse si evaporano?
E' un po' come esporre la pellicola della mia macchina fotografica ai suoi fotoni, ma le istantanee diventano i miei pensieri, anche se sempre bianco sul nero, con 400 iso di potenza.
Pazzia.
La mia voce (ma è la mia?) è un semitono più alta e strimpella le corde della chitarra in do minore.
Time.
Tempo che passa.
Time.
Fra, que passa?
Ma è il sesso che tiene acceso il rapporto o è il rapporto che tiene accesa la mia ansia?
Spegnete la luce.
Pensiero sconnesso.
Io sono sconnesso. Lo sono sempre stato.
Cose Allucinanti. Cose Allucinanti.

Zorba

Rosa





Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 19, 2008 17:58 in: diario, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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giovedì, 14 febbraio 2008

Time after time, feels like I'm fading away
Stopped on a dime, staring into space
And clarity comes, and clarity goes
But for all these epiphanies, I'm still lost
Holding the roses, holding the roses, holding the roses

Mary Beth Maziarz - "Hold on"

Ed eccomi qua.

Ancora un altro anno è trascorso da quel giorno che, fin da quando ho imparato a pensarlo, attendevo con ansia per tutto l'anno.

Ma il gusto che ho tra i denti oggi è diverso dal solito, perchè nei miei occhi, nei miei pensieri, nelle mie speranze non esiste più il compleanno tanto atteso. Me ne sono accorto proprio questo 12 Febbraio, al risveglio, mentre mi preparavo ad un'altra giornata lavorativa, in cui mi sono ricordato che giorno fosse.. e ho fissato inebetito il calendario. "Sono trascorsi 28 anni" .. mi sono detto. E ho continuato a prepararmi.

E l'unica cosa che mi è venuta in mente  è stata quella di lasciare ogni cosa scivolarmi addosso, ancora e ancora, perchè ormai non è ricordarsi di una data che rende la persona importante, ma quello che la persona ha costruito anno dopo anno... guardandosi indietro, camminando avanti.

And if the moment hums with something deep and low
Hold on, hold on
And if your timing comes like you're a single soul
Hold on, hold on, hold on...

Ed io, come mi sono autodedicato l'anno scorso, in questo stesso periodo, del mio tempo sono diventato Viaggiatore, con il mio respiro, valicando confini che mai avrei pensato di varcare, cercando di essermi fedele sino in fondo, in tutti gli sbagli che ho fatto, cadendo forse, ma sempre risollevandomi, tutto da solo.

Quando anni fa pensavo al futuro immaginavo sempre le cose grandiose che avrei fatto, oggi, ieri penso invece ad andare avanti un passo per volta, con l'ansia di non esserci più domani.

Nella mia strada trovo orme se mi giro, le tracce dei miei stessi piedi e di tutti quelli che mi hanno accompagnato, per brevi tratti o che invece lo fanno ancora adesso, nonostante tutto, nonostante me, la vita o le scelte.

E tutto quanto lo devo solo a me, e a quelli che hanno voluto stare insieme a me, per il quale questo piccolo uomo di fronte ad una tastiera, in questo buio, compagno soltanto delle note di questa canzone forse ha qualcosa di speciale e vbale ancora qualcosa.. traccia dopo traccia dietro le spalle. E non posso per l'ennesima volta non ringraziarli.. perchè tutto ciò lo devo anche a loro. Ed è loro.

Ora ho avuto una manciata di minuti, alla fine di questa giornata, per pensarci su.. e per scriverlo.

Non mi rimane che dirmi, anche se con due giorni di ritardo... "AUGURI A ME!"

 

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 14, 2008 22:05 in: diario, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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martedì, 29 gennaio 2008
È da tempo che avevo in mente una dedica per te.
Volevo parlarti dell’energia, che a volte prorompente ci trascina via condizionando il nostro percorso, le nostre scelte e il nostro divenire.
Potremo ogni giorno sentirci una persona diversa, potremo ogni giorno vestirci differentemente caratterizzando noi e l’ambiente che abbiamo intorno, di volta in volta, coi colori che ci rispecchiano l’anima.
E nel mezzo di quell’arcobaleno caotico potremo confonderci, nasconderci, impedire a tutti gli altri di leggerci dentro.
Mi è salita in testa questa canzone, col tuo viso, mentre ridi, mentre parli, mentre fumi, mentre cerchiamo una dimensione diversa per fuoriuscire da quella realtà che ci spaventa, ma soprattutto ci svilisce.
Rosso, Giallo, Verde, Viola… tutto ruota intorno a noi in maniera sconnessa, consentendoci di afferrare, abbracciare, sentire, lasciare tutto e niente, atterrando e scivolando nella superficie delle cose per trovare la chiave di ingresso delle scelte … o nella vita.