giovedì, 28 febbraio 2008

 

Ne parlerò soltanto una volta. Una soltanto.

Qualche giorno fa, quando ho saputo la notizia, sono rimasto inebetito.. e impotente. Non è facile portare il peso, tanto più che nè tu, nè nessuno a casa, ne sa nulla.

Se non fosse stato per la tua maturità
niente di tutto questo sarebbe successo
Se tu non fossi stato così
saggio per gli anni che hai
io non sarei stato in grado di controllarmi
Se non fosse stato per la mia attenzione
tu non avresti avuto successo e
Se non fosse stato per me tu
non saresti così importante

E io ho reagito col silenzio. E non so se è la cosa giusta da fare in questi casi, come non so se lo era quando lo facevo gli anni scorsi per coprirti le spalle, quando ero piccolo e mi sentivo parte di un gioco nel farlo, mentre tu ti lavavi le mani con le mie lacrime da punizione. Ho passato quegli anni a far di tutto per venirti incontro e seguirti, mentre forse a te serviva per stare bene con te stessa e coi nostri genitori figurare migliore di me, dilatando il divario per essere irragiungibile.

Nessuno poteva sapere la verità delle telefonate, nessuno poteva sentirti andare in bagno e rimettere mentre eri presa dal sentirti grassa ... solo io, che a 15 anni ero troppo giovane per poter fare qualcosa di giusto, solo ora capisco che erano le fasi in cui tu sapevi di essere troppo inadeguata per andare avanti.

Ma non ha senso pensarlo adesso... Io sono andato avanti lo stesso.

Oh potrebbe essere una grande confusione
Ma non sembra che ti interessi molto
Oh non andare a raccontarlo a tutti
Trascurando questo presunto crimine

Vuoi sapere qual'è stato il nostro dannato punto di rottura? Forse quella volta che asserivi che ti hanno tenuta troppo sotto controllo mentre invece chi deviava ero io, forse quell'altra volta che mi raccontavi di un ragazzo di tua conoscenza "che faceva il gay solo per dar dispiacere ai suoi genitori" e che poi è guarito, forse perchè in  tutte le tue incoerenze l'unico odiato da Dio e dal clero ero io per quello che ero, perchè i tuoi confessori così ti avevano detto, mentre continuavi a credere di essere pura. Chissà se uno di questi confessori è lo stesso che qualche anno fa ha scopato con me dicendomi quanto fossi perfetto, magari era lo stesso che mi desiderava sfregando il suo corpo con il mio, e prima di ricominciare mi raccontava di come quello del prete fosse per tanti un lavoro e che relazioni come la nostra tra le loro mura era una normalità, e che aveva assistito a tante cerimonie di matrimonio tra loro. Ma non rivelerò mai il suo nome, per il rispetto che porto nei confronti di quell'amore fugace che ci siamo donati nella sua macchina, potrai dormire tranquilla mentre custodisco un altro peccato.

Quale parte della nostra storia è stata inventata di nuovo e spazzata via
sotto il tappeto?
Quale parte della tua memoria è selettiva
e tende a dimenticare?
Cosa di questa distanza sembra così ovvio?

E se davvero sono così insensibile come voglio far apparire perchè mi aspetta un'altra notte insonne a pensare a quanto puoi averla combinata grossa stavolta e a quello che potresti perdere se le cose si metteranno male? Perchè è così dannattamente difficile per me riuscire a separarmi da tutto questo?

Il Sangue purtroppo non te lo puoi scegliere alla nascita.. e pur non piacendoci rimane tale. La verità è che sono ancora preoccupato per te e per quello che può succedere dentro casa nostra quando la notizia potrà arrivare e non sarà più possibile occurtarla, come io ho fatto finora.

Ma tu .. dormi tranquilla per questa notte, dormiranno tranquilli anche a casa, spero solo che imparerai a goderti il momento di calma, magari per questa notte soltanto, perchè le brutte notizie potrebbero già da domani bussare alla tua porta.

Andremo avanti con gli anni
E nessuno eccetto noi due saprà mai
E io ho onorato la tua richiesta di silenzio
E te ne sei lavato le mani

Alanis Morisette "Hands Clean"

 

Ritratto Traverso




Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 28, 2008 21:41 in: lettere, vita privata, dedica, appunti di vita gaya
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domenica, 24 febbraio 2008

Premetto.

Non ne capisco nulla di politica, ne mai vorrò capire i suoi meccanismi.

Ma sono incazzato. Molto incazzato.

Mi sento come un sacco da boxe, bersagliato da tutti, utilizzato, ma schivato a ogni ritrosia.

C'è stato un attentato in un locale gay di Roma, l'ho letto su tanti dei vostri blog, ma non ne ho sentito parlare in nessun telegiornale.

In Israele hanno detto che il terremoto è colpa dei gay.

La commissione europea ammette le adozioni per gli omosessuali. Silenzio assoluto.

Ieri ero a Roma con un'amica, e sono entrato nella libreria Babele (e ovviamente ho fatto shopping, dato che libri a tematica omosessuale qua non ne arrivano se non in un'unica libreria di Cagliari). Mentre sceglievo i libri e la mia amica si riposava nella sedia dopo la lunga scarpinata, ho assistito a un confronto politico di tre ragazzi, nel quale uno esprimeva (giustamente) il suo dissapore per le politiche italiane, dicendo che non aveva fiducia su nessuno e che nessuno si filava i gay. Ha detto di aderire al partito del non voto.

Io e Cì ci siamo guardati.

Non siamo intervenuti (perchè non era il caso), ma so che entrambi ci siamo chiesti: La politica italiana non funziona, non tutela i diritti, non tutela il cittadino.. e allora? Ci Muoviamo?

Io sono gay. Ma sono anche un cittadino. E come me ce ne sono tanti altri.

Io ho dei diritti negati. Altri ne hanno ugualmente, magari diversi.

Ripeto: Ci MUOVIAMO?

Vogliamo far sentire la nostra voce, UNIVOCA, come comunità LGTB?

Vogliamo uscire allo scoperto ... col viso scoperto, e far sentire a tutti quanti siamo, chi siamo, e cosa vogliamo?

Vogliamo davvero suscitare un cambiamento? Oppure continuare a lamentarci, arrocarci dietro le nostre ideologie e tornaconti, dividerci in sinistra che vuole il voto ma non fa nulla per noi e in destra che ci vorrebbe nei pogrom polacchi?

Eppure esistono i gay del PD, che non hanno inserito i diritti di coniugio nel programma, o quelli della GayLib che addirittura nel congresso di Berlusconi e co. sono stai isolati da un silenzio imbarazzante perchè non era il caso che si presentassero...

Vogliamo continuare a farci etichettare, esiliare e discriminare dalla politica che gioca d'equilibrismo per non contestare la Chiesa cattolica, Ratzinga e i suoi quattro gatti?

Vogliamo continuare a non poter essere coniugi, a non poter testamentare, a non prestare assistenza al nostro/a compagno/a quando è ricoverato perchè per la legge italiana e per la coscienza collettiva manipolata dai preti non siamo nessuno l'uno/a per l'altro/a?

Riusciamo invece a restare uniti, per una volta tutti uniti, e a rubare le beneamate poltrone a chi non se le merita?

Da poco Gianmario su Famiglia Fantasma scriveva "FROCI, CORAGGIO!".

Forse aveva ragione, ma non ne faccio una questione solo per i gay e co. anche se i più maltratti. Ci sono migliaia di cose che non vanno bene nel nostro paese, e credo che in tanti vorrebbero far sentire la loro voce.

Allora riusciamo ad aggregarci compatti, gay, lesbiche, trans, bisex, simpatizzanti e persone che credono che debba davvero cambiare qualcosa e far sentire il nostro coro, contarci e far capire quanti siamo e qual'è il nostro peso?

Ditemelo voi.

Riusciamo a far qualcosa, riusciamo ad essere gruppo sotto la stessa bandiera? Riusciamo a rispondere in maniera decisa e fiera a questi attacchi (anche con la stessa moneta, se dovesse essere necessario) o ancora una volta abbassiamo le mutande e ci mettiamo il lubrificante in attesa del prossimo che salirà al Governo che ce la mette, come sempre, nel didietro?

Qualcuno dice "We Can", qualcun altro dice "Italia Risorgi!" (o qualcosa del genere!), io dico: "CI MUOVIAMO?"

Pistola

CONCLUDO .... Io non ne capisco un cazzo di politica!

 

Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 24, 2008 16:05 in: diario, flussi di coscienza, politici, vita privata, cultura gay, appunti di vita gaya, attivismo queer
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martedì, 19 febbraio 2008

Mancano pochi giorni al grande evento.
"Uno, Due, Tre."
Salto: Hop!
M'importa di ogni cosa, ci faccio caso, porgo la mia faccia e voglio ricevere tutti gli schiaffi possibili.
Sveglia!
Sto ancora dormendo?
Lacrime distanti le mie, che senso ha piangere alla luce del sole se esse si evaporano?
E' un po' come esporre la pellicola della mia macchina fotografica ai suoi fotoni, ma le istantanee diventano i miei pensieri, anche se sempre bianco sul nero, con 400 iso di potenza.
Pazzia.
La mia voce (ma è la mia?) è un semitono più alta e strimpella le corde della chitarra in do minore.
Time.
Tempo che passa.
Time.
Fra, que passa?
Ma è il sesso che tiene acceso il rapporto o è il rapporto che tiene accesa la mia ansia?
Spegnete la luce.
Pensiero sconnesso.
Io sono sconnesso. Lo sono sempre stato.
Cose Allucinanti. Cose Allucinanti.

Zorba

Rosa





Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 19, 2008 17:58 in: diario, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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sabato, 16 febbraio 2008

Nel mare della letteratura a tematica omosessuale oggi mi sento di suggerire tre letture, accomunate da un'unico comun denominatore: Omosessualità e giovani adolescenti.

MYSTERIOUS SKIN: C'è qualcosa che unisce Brian Lackey e Neil McCormick. Nessuno si ricorda dell'altro, nessuno dei due ha nulla a che fare con l'altro. Brian rincorre le sue idee sugli UFO, col quale è venuto in contatto in un'esperienza di dubbia veridicità, l'altro è un'irrequieto adolescente gay che si offre a uomini più grandi di lui per i quali prova un'attaccamento morboso.

Uno ha cancellato, rimosso,  l'avvenimento per il quale si sono incontrati, mentre l'altro invece semplicemente non lo ricorda perchè l'unica cosa che val la pena di non dimenticare è la sua storia d'amore con l'allenatore di baseball, di cui era il preferito. Eppure entrambi i ragazzi sono destinati ad incrociarsi di nuovo, e ad aiutarsi nel prendere coscienza di sè, e di quello che è veramente accaduto.

Scott Heim racconta la storia di due bambini violati con una delicatezza e freschezza non comuni nella letteratura contemporanea, dando rilievo ai pensieri, i ricordi e la presa di coscienza dei protagonisti, che pian piano diventano consapevoli del loro passato in un lungo e doloroso cammino di espiazione. E' una  lettura che consiglio.

SCOTT HEIM - MYSTERIOUS SKIN. Ed. PLAYGROUND

L'ADOLESCENZA SECONDO SOEHNLEIN: "Il mondo dei ragazzi normali"  viene osannato da tutti come un capolavoro. La storia che si sviluppa tra le sue pagine descrive semplicemente un periodo particolarmente difficile del tredicenne Robin, appartenente ad una tipica famiglia americana post bellica, che inizia a provare i primi turbamenti sessuali confusi verso le persone del suo stesso sesso, barcamenandosi (manco a farlo apposta) tra dubbie passioni corrisposte, omofobia di compagni e vicini e improbabili incontri sessuali con i suoi carnefici. Ma la vita del piccolo Robin è destinata ad avere una brusca virata a causa di un evento che compromette l'equilibrio familiare, ma che lo obbliga a prendere coscienza rovinosamente della sua omosessualità che non potrà debellare ma che dovrà accettare. Per forza.

Robin non sa, ma inizia ad interrogarsi su quando inizia la giovinezza, e inizia a capire che forse, nonostante tutto, non è meraviglioso quel poi di crescita che tutti i giovani adolescenti omosessuali immaginano e rincorrono per fuggire dalla realtà di goffaggine e di doloroe che la diversità, negli occhi degli altri, ti obbliga ad ingoiare giorno dopo giorno.

Soehnlein racconta con semplicità tutto questo, lasciando, forse volutamente, una sospensione nel finale, che lascia l'amaro in bocca, perchè ognuno si chieda, e forse immagini, come doveva andare a finire.

K.M. SOEHNLEIN - IL MONDO DEI RAGAZZI NORMALI. Ed. BALDINI, CASTOLDI, DALAI

UN TEMA DIFFICILE: Joe si ritrova a descrivere in un tema per l'insegnante, il prof. Daly, qualcosa che non aveva preventivato, a cui non aveva ancora mai pensato, come lui stesso ammette: se stesso. Eppure Joe raccoglie la sfida, cimentandosi, dalla A alla Z, a scrivere al suo insegnate su di sè, su quello che sente, su come lo vive, su cosa significa avere docici anni ed essere incontrovertibilmente gay. La sua maniera di scrivere, ricca di simpatica ironia e semplicità, proietta il lettore in un mondo di purezza, dove famiglia e amici ti accettano nel coming out e anzi, lottano contro le discriminzaioni di un mondo, quello delle scuole medie, dove la ferocia omofoba dilaga semplicemente per affermare la propria supremazia sull'altro. Ma Joe non demorde, perchè è un piccolo eroe, che col suo tema fa ridere, diverte, e fa soprattutto pensare.

Perchè Joe, non è uno qualunque.. lui è proprio Joe!

E sta bene così.

La lettura del libro si sviscera in maniera originale e scorrevole, ed è un toccasana per chi vuol passare un'oretta a rilassarsi in simpatia. Ma mi raccomando, Joe chiede soltanto una cosa: Tutto quello che leggerete.. tenetevelo per voi!!

JAMES HOWE-JOE E BASTA. Ed. PLAYGROUND.

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 16, 2008 18:04 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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giovedì, 14 febbraio 2008

Time after time, feels like I'm fading away
Stopped on a dime, staring into space
And clarity comes, and clarity goes
But for all these epiphanies, I'm still lost
Holding the roses, holding the roses, holding the roses

Mary Beth Maziarz - "Hold on"

Ed eccomi qua.

Ancora un altro anno è trascorso da quel giorno che, fin da quando ho imparato a pensarlo, attendevo con ansia per tutto l'anno.

Ma il gusto che ho tra i denti oggi è diverso dal solito, perchè nei miei occhi, nei miei pensieri, nelle mie speranze non esiste più il compleanno tanto atteso. Me ne sono accorto proprio questo 12 Febbraio, al risveglio, mentre mi preparavo ad un'altra giornata lavorativa, in cui mi sono ricordato che giorno fosse.. e ho fissato inebetito il calendario. "Sono trascorsi 28 anni" .. mi sono detto. E ho continuato a prepararmi.

E l'unica cosa che mi è venuta in mente  è stata quella di lasciare ogni cosa scivolarmi addosso, ancora e ancora, perchè ormai non è ricordarsi di una data che rende la persona importante, ma quello che la persona ha costruito anno dopo anno... guardandosi indietro, camminando avanti.

And if the moment hums with something deep and low
Hold on, hold on
And if your timing comes like you're a single soul
Hold on, hold on, hold on...

Ed io, come mi sono autodedicato l'anno scorso, in questo stesso periodo, del mio tempo sono diventato Viaggiatore, con il mio respiro, valicando confini che mai avrei pensato di varcare, cercando di essermi fedele sino in fondo, in tutti gli sbagli che ho fatto, cadendo forse, ma sempre risollevandomi, tutto da solo.

Quando anni fa pensavo al futuro immaginavo sempre le cose grandiose che avrei fatto, oggi, ieri penso invece ad andare avanti un passo per volta, con l'ansia di non esserci più domani.

Nella mia strada trovo orme se mi giro, le tracce dei miei stessi piedi e di tutti quelli che mi hanno accompagnato, per brevi tratti o che invece lo fanno ancora adesso, nonostante tutto, nonostante me, la vita o le scelte.

E tutto quanto lo devo solo a me, e a quelli che hanno voluto stare insieme a me, per il quale questo piccolo uomo di fronte ad una tastiera, in questo buio, compagno soltanto delle note di questa canzone forse ha qualcosa di speciale e vbale ancora qualcosa.. traccia dopo traccia dietro le spalle. E non posso per l'ennesima volta non ringraziarli.. perchè tutto ciò lo devo anche a loro. Ed è loro.

Ora ho avuto una manciata di minuti, alla fine di questa giornata, per pensarci su.. e per scriverlo.

Non mi rimane che dirmi, anche se con due giorni di ritardo... "AUGURI A ME!"

 

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 14, 2008 22:05 in: diario, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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sabato, 09 febbraio 2008
Caldi i cristalli di ghiaccio
scendono, colorano,
riempiono le steppe
della mia terra

Si cospargono le membra
di ritmiche rapsodie
di tamburi tribali
battenti e messaggeri
dei popoli distanti tra loro.

Sento il tam tam
in lontananza fuochi e feste
che sanno di sagra di paese

Rifugge la notte
secondo dopo secondo
non temere amore
è solo questo febbraio
che balla e danza
e in breve vola via.
Pioggia
Zorba
 

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 09, 2008 22:01 in: poesia, appunti di vita gaya, i miei mesi
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martedì, 05 febbraio 2008

Estate 1999.

Io e te seduti a parlare in Spiaggia, al Poetto, confrontandoci di mille cose senza senso ma ugualmente importanti. E questa canzone va in onda nel chiosco vicino a noi. Entrambi esclamiamo "quanto Mi piace!" E da quel giorno diventa la nostra canzone.

In questi giorni ti ho pensato parecchio, a come ci incontriamo poco, eppure a come nei momenti per me importanti c'è sempre stata la tua presenza; a come i mesi passano, diventando anni, e noi magari, vedendoci di rado, ci sentiamo ogni volta come se ci fossimo incrociati il giorno prima.

Quello che penso è a quanto tu sia speciale, con la tua voglia di vivere, con la tua purezza, che ammalia e coinvolge tutti quanti si ritrovano intorno a te, a quanto tu riesca in tutto questo nonostante tutte le avversità che la vita ti abbia dato, a come le hai superate per essere sempre così... senza maschere.

Perchè riesci ad andare oltre e a vedere il buono in tutte le persone, in tutte le cose, anche negative. E a volte ti invidio per questo.

Ricordo come tu senza colpo ferire abbia accettato il mio coming out, a come, qualche anno fa, quando le cose non andavano bene con lui, mi sei stata vicino facendomi riflettere, a come, con la tua solita innocenza, parlandomi della tua religione mi scrivesti un sms:

" *Nam-myoho-renge-kyo* Recita fin quando non senti Gioia! TVB"  ...

Ma ora ti dico: Che bisogno ho di fare daimoku quando ho già la fortuna di avere un'amica come te??

Tutto questo solo per dirti che non dimenticherò mai nulla.. e che mi sento onorato di aver accostato il mio sentiero al tuo!

Ti voglio bene Gabri.

 

" ... And it gets me down,
yes it gets me down
Everybody's got it right but me somehow
And it gets me down,
spins my head around ... "

Marie Frank "Symptom of my time"

Zorba



Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 05, 2008 12:15 in: lettere, vita privata, dedica, appunti di vita gaya
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lunedì, 04 febbraio 2008

Davvero una rarità: Mi sono beccato l'influenza.

Avete presente una di quelle cose cicliche che capitano una volta ogni 10 anni? Bene, questa è sicuramente una di quelle occasioni.

Con mio tanto dolore per me, soprattutto da giovinetto, è sempre stato abbastanza difficile ammalarmi, soprattutto a causa della mia soglia del dolore piuttosot alta, per cui non riuscivo mai, e dico mai, ad assentarmi da scuola.... Una volta iniziato a lavorare, essendo invece diventato un'indefesso impiegato, ho sempre vissuto nella paura di beccarmi qualcosa per non mancare da lavoro...

Eppure, strano ma vero, quest'anno me la sono beccato in pieno!! Il medico, ancora stupito (giacchè mi vede tipo una volta ogni du e anni) mi ha dato 5 giorni di malattia... Che stress!!! Non riesco proprio a rimanermene a casa!!! Avete dei suggerimenti?

Tra i miei deliri di 38,5 di temperatura, mi sono ricordato di una cosa di cui volevo parlare già da ieri: ISTERIA IN MACCHINA.

Il Mio Fidanzato, MOLTO SIMPATICAMENTE, mi ha fatto rilevare come io sia una "Checca Isterica" alla guida. Ma no, dico io (con la voce di tre ottave già superiori) sono una persona piuttosto tranquilla in auto, per nulla isterico ne tantomeno azzardato o incosciente...

Eravamo in auto, e lui mi ha semplicemente detto "Osservati"

"Nessun Problema"...

Tempo dieci minuti ho tagliato la strada  ad un'altra autouscendo dallo stop, convinto che ho diritto, in quanto io, alla precedenza.

Lui ride.

Nella strada azzardo un sorpasso in curva, poi rallento, e quando mi ritrovo dietro un tizio che mi sconquassa l'anima con i suoi abbaglianti ad intermittenza per fargli luogo, io, già piuttosto inkazzato, mi sposto nella corsia, tagliando la strada a chi cercavo di superare, e noncurante esclamo "Cosa cazzo vuoi? Passare? .. ne vai! Ora schiantati!"

Lui ha riso ancora più forte.. "Dicevi" m'ha detto...

Io.. sensazione di sotterramento.

Sarà la febbre????

Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 04, 2008 19:19 in: diario, vita privata, appunti di vita gaya
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venerdì, 01 febbraio 2008

Jean Genet racconta il suo amore perduto per Jean D., giovane patriota francese. Il romanzo è ambientato a Parigi, durante l'occupazione tedesca, mentre la stessa Francia, piegata dalla ferocia nazista, cerca di organizzare la resistenza. Genet soffre, perchè il suo amato è stato ucciso da un manipolo di tedeschi in quanto riconosciuto come collaboratore dei patrioti che innestano la guerriglia contro i "crucchi" .  Mentre la salma del giovane subisce il fascino della popolazione locale, che lo eleva a martire del patriottismo, Genet impazzisce, ma questa sua pazzia nasce dal dolore per aver perso il ragazzo che amava. Pazzia che lo porta ad aderire all'ideologia dei tedeschi, a giustificarli e a sua volta a subire il fascino di quegli uomini biondi, pelosi, giovani e ormai condannati. Nella storia si intersecano miriadi di personaggi, dalla personalità torbida e affascinata: Erik, il crucco sergente che si rifugia a casa di Jean D., diventando il compagno della madre e il segreto amante dei fratelli Rinton, Paulo e dello stesso Genet; Pierrot, il deliquentello che condanna con le sue bugie i suoi 28 colleghi alla fucilazione nel carcere; Paulo, incosapevole amante di Hitler da cui riceve la grazia di rimanere in vita; la servetta, triste moglie del giovane Jean D. che subisce angherie e soprusi...

Genet non rinuncia, mascherando la storia d'amore, ad analizzare le brutture della guerra, dove i nemici sono, e possono essere, anche uomini e amanti, e ad analizzarsi, chiedendosi come possa esser possibile celebrare la sua patria, quando la stessa ti porta via ciò che è più caro, facendolo vivere di soli ricordi, condannandolo ad amare il suo piccolo Jean, anche da morto, quasi desiderando di abbracciare per sempre il suo corpo decomposto che vorrebbe trafugare dal cimitero. Il suo piccolo Jean D., sacrificato suo malgrado in nome della libertà della Francia.

Io ho trovato questa lettura sconvolgente ma sicuramente attualissima. Parla del dolore dell'intimo è vero, ma porta a ponderare la scelta dell'ideologia politica, della sofferenza e dell'adesione al patriottismo. Mi ha fatto sembrare che la guerra è guerra ... dolorosa, sia per chi è occupato che per chi occupa.

Quanto in verità è giusto aderire al patriottismo, alla fede nel proprio stato, quando questo ti delude, quando questo cancella, bistratta, ti priva del tuo amore... o nel mio caso: del diritto di amare?

A voi la risposta.

SE MI DICESSERO CHE RISCHIO LA MORTE RIFIUTANDOMI DI GRIDARE "VIVA LA FRANCIA", LO GRIDEREI PER SALVARMI LA PELLE, MA LO GRIDEREI SOTTOVOCE.

SE FOSSE NECESSARIO GRIDARLO FORTE, LO FAREI, MA RIDENDO, SENZA CREDERCI.

E SE FOSSE NECESSARIO CREDERCI, CI CREDEREI, E SUBITO DOPO MORIREI DI VERGOGNA.

Jean Genet "Pompe Funebri". Ed. NET

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , febbraio 01, 2008 17:04 in: letture, politici, cultura gay, appunti di vita gaya
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