Brent Hartinger è un noto autore americano, commediografo e scrittore, che è comparso in Italia grazie alla collana HighSchool.
Attualmente si trovano in libreria "Geography Club" e il sequel "L'ordine della quercia velenosa".
Ho finito di leggere quest'ultimo proprio ieri notte.
I libri raccontano le disavventure di Russel, tipico adolescente americano che come tutti si barcamena nei meandri di un liceo e dei suoi problemi, legati alla riservatezza, l'etichettamento e l'omofobia.
Russel (manco a farlo apposta) è gay, ma pagina dopo pagina è obbligato a prendere dimestichezza con questo suo status che genera in lui ansia.. soprattutto a causa dei pensieri degli altri e dei possibili soprusi che può subire. Come c'è scritto in copertina, "lui ha una missione: quella di uscire indenne da quattro anni di liceo".
Ma il destino, con incontri, intrighi e amori segreti ci si mette di mezzo, destabilizzando ogni suo proposito di vita tranquilla. Così Russel si ritrova in mezzo a migliaia di eventi che lo costringono ad esporsi, spalleggiato dai suoi amici del cuore, l'etero Gunnar e la bisessuale Min, con tutte le conseguenze idonee al caso.
Devo dire che entrambi mi sono piaciuti parecchio, ed è una lettura da dedicare a chi vuole affrontare dei temi tosti con un pizzico di ironia e allegria.
"La madre di tutti i dolori" di Richard McCann è un libro da gustare capitolo per capitolo.
Davis e suo fratello (la voce narrante) vivono nella più normale famiglia americana, durante gli anni cinquanta.
Una famiglia fatta di amore, conflitti, rivalità e outing, che sembra passare indenne anno dopo anno, ... unita ... ma che in realtà non lo è affatto ... perchè dal profilo sostanziale non c'è una famiglia.
I due fratelli sono simili, ma anni luce distanti, visti e incarnati dal punto di vista della madre in maniera totalmente diversa: uno è buono, l'altro no; uno va in galera, l'altro lavora; uno è gay, l'altro è perfetto ... ma in realtà sono entrambi omosessuali e talmente uniti tra loro che a volte appare difficile distinguere l'uno dall'altro.
Non c'è l'uno se non ci fosse l'altro.
Uno muore, l'altro cercherà di vivere, nonostante tutto.
Non voglio dilungarmi ulteriormente, perchè io mi sono fatto una precisa opinione su questa storia... ma ognuno, credo, può costruirsela in maniera differente, perchè questo libro, mai come nessun altro, ha la capacità di adattarsi a perfezione con il sentire del momento.
Dà gioia, regala dolore, fa ridere, commuove .. dipende solo dal lettore.
Richard McCann "La madre di tutti i dolori". Ed. Playground
"SI VIVE INSIEME, SI MUORE SOLI" (Jack Shepard dal telefilm "Lost", stagione 1)
L'uomo, pare, non è in grado di vivere senza delle interazioni sociali.
Essere soli quindi risulta drammatico, e deleterio per la salute psichica dell'individuo.
Ma non è questo, credo, che ci voglia raccontare Isherwood con la storia di George. Penso che desiderasse soltanto descrivere la storia di un omosessuale che si ritrova ad essere vedovo, con tutte le contraddizioni del suo amore finito per il compagno morto.
Una condizione che fa paura.. a molti di noi.
George ha avuto la capacità di costruire intorno a sè una maschera sociale di isolamento, quasi di rifiuto per una nuova storia o passione sessuale.. che magari gli avrebbe consentito di stare meno solo. Dinanzi a tutti, i suoi allievi, a sua sorella, ai colleghi, alla vecchia amica moribonda, George compare tutto d'un pezzo, agnostico di ogni emozione o rimpianto. Ma tutto ciò è solo una parte che lui recita dal suo palco. Lo si intuisce durante la sua mattina, quando è tutto preso, seduto nel cesso, dal rimpianto e dalla paura, che sfocia nella paranoia. Lo si vede nel suo lasciarsi andare nella notte, grazie all'alcool, dove realizza cose che non avrebbe mai fatto da sobrio.
Isherwood con assoluta naturalezza ci descrive la giornata di quest'uomo, con tutti i difetti e i pregi che l'uomo comune può possedere dinanzi al dolore dell'abbandono. Nonostante non l'abbia trovato di facile lettura credo che queste 131 pagine ci insegnino qualcosa: che non basta fare leva sul diritto ad avere il riconoscimento di un'unione.. ma che dietro c'è sempre la paura e il dolore per la perdita del compagno per il quale nulla ci rimane.. nemmeno un pezzo di carta che dice chi siamo per l'altro .. e dinanzi alla società.
Leggendo ho avuto paura di potermi un giorno trasformare in lui.
Leggendo ho capito a fondo il nostro dolore comune.