giovedì, 22 novembre 2007
La musica della stanza aveva cominciato a rimbalzargli tra le meningi.
Aveva un assoluto bisogno di sedersi un attimo e rilassarsi, per questo Tore si era accasciato nella sedia della guardiola. Erano quasi le dieci e di lì a poco avrebbe dovuto chiudere la palestra.
“Ciao” disse qualcuno che si avvicendava verso l’uscita.
Erano due ragazze del corso di aerobica che gli fecero un enorme sorriso prima di richiudere l’ingresso.
Tore sorrise a sua volta.
Sapeva che per via del suo corpo era in grado di esercitare un forte ascendente sulle donne.
A volte se ne faceva gioco per questo.
Ma in verità loro non gli interessavano affatto.
“Ciao” rispose di rimando.
Tore cominciò a osservare lo stanzone per rendersi conto di quanta gente ci fosse ancora dentro.
Aveva promesso a Irene, la sua collega, che ci avrebbe pensato lui a chiudere lasciandola andar via un’ora prima.
Lei nemmeno poteva immaginare quanto la cosa in realtà gli facesse piacere.
In fondo, nel settore addominali, scorse soltanto Giorgio, un uomo che aveva fin da subito suscitato il suo interesse da quando si era iscritto qualche mese prima.
Era solito arrivare un’ora prima della chiusura, quando gli altri clienti invece se ne andavano, ed era di norma non molto socievole.
Si impegnava nelle schede e non richiedeva particolari attenzioni da parte degli istruttori.
Spesso e volentieri era lo stesso Tore a farsi avanti, chiedendogli se avesse bisogno di aiuto o cercando di intavolare qualche discussione, a cui Giorgio rispondeva con cortesia, rimanendo comunque uno di poche parole.
Addirittura, senza rendersene conto, qualche volta si era espresso in apprezzamenti sul suo fisico, avances a cui l’altro sorrideva, restituendo a sua volta il complimento.
Si sapeva molto poco della sua vita privata, ma forse per via del suo corpo tonico che riempiva la magliettina aderente che indossava facendone uscire dal collo un ciuffo di peli, forse per quell’aria da Daddy coi capelli sale e pepe e con la barba di tre giorni in cui si presentava o ancora per quelle gambe muscolose che emergevano dai pantaloncini, ricche di nervature e peluria, Tore si sentiva affascinato da lui.
Giorgio lo erotizzava, molto più dei suoi precedenti partner, e a volte si scopriva a fissarlo mentre si esercitava, sentendo sovente qualcosa muoversi nel basso ventre, nonostante cercasse di combattervi per non suscitare l’attenzione degli altri clienti.
Ma c’erano state occasioni in cui non aveva potuto resistere agli istinti, quando magari, sentendosi osservato, si voltava di scatto sorprendendo Giorgio che gli fissava con intensità il fondoschiena.
E quell’uomo misterioso, senza battere ciglio nonostante l’esser stato scoperto, proseguiva nel guardarlo con insistenza, accennando un sorriso.
In quei frangenti Tore sentiva l’esigenza impellente di rifugiarsi in solitudine nello sgabuzzino, interrompendo ogni attività che stesse facendo per sfogarsi sulla sua mano.
Al ritorno si guardava intorno, più rosso dei suoi capelli, cercando di capire se qualcuno si fosse accorto del suo gesto, ma la cosa passava puntualmente inosservata, tranne che per Giorgio, che si faceva trovare a fissare l’uscio ancora col sorriso stampato in faccia.
 
Tore si era accorto che ormai a parte lui erano andati via tutti.
Diede un giro di chiave alla porta d’ingresso.
Le mani gli sudavano dall’emozione, era la prima occasione che gli capitava di restare da solo con lui. Prese ad osservarlo mentre l’altro proseguiva la sua serie di esercizi. Ne vedeva i muscoli tendersi sotto la maglietta, oggi più aderente del solito.
Gli si accostò.
“Hey!” disse “a che punto sei?”
Giorgio interruppe la sequenza per prestargli maggiore ascolto. “Ho quasi finito, tra un poco smonto”
Vide che gli sorrideva timidamente.
Un’ondata di desiderio pervase il suo corpo.
“Hai bisogno di aiuto?”
“No grazie”
“Ok” sospirò Tore, in preda all’emozione che ne attagliava i sensi “se hai bisogno mi trovi alle docce”.
Dopo di chè si girò per recarsi nello spogliatoio.
Una volta richiusa la porta Tore si appoggiò ad essa, boccheggiando.
“Gli ho detto davvero di cercarmi alle docce?” pensava.
Si guardò le mani. Ancora tremavano.
“Sì” sussurrò poi “gliel’ho proprio detto.”
In preda a questi sentimenti convulsi si spogliò completamente, lasciando i suoi indumenti nella panca ben in vista e si avviò nel box doccia della stanza affianco.
L’ambiente non era molto grande, le piastrelle del muro erano di un bianco psichedelico, da esse emergevano due rubinetti distanziati in maniera da dare lo spazio a due persone contemporaneamente.
Tore continuava a sperare che Giorgio entrasse da quella porta mentre apriva la manopola lasciando bagnare il suo corpo muscoloso e glabro, frutto di diversi anni di allenamento.
Il suo pene, gonfio, pulsava sotto il flusso dell’acqua.
  (accendi...)
Nel momento esatto in cui lo sentì entrare un formicolio gli solleticò la base del collo, quasi facendolo trasalire.
“Forse è meglio che aspetti fuori” disse Giorgio alle sue spalle.
Tore si volse a guardarlo, senza riuscire a reprimere il diffondersi nel suo viso di un nuovo rossore e un singulto alla base dell’inguine.
Dietro di lui c’era infatti Giorgio, quasi interamente nudo se non fosse stato per gli slip che aveva indosso e il beauty case nella mano.
Guardare quel petto così villoso, quelle spalle scolpite e quelle gambe ben piantate gli faceva girare la testa.
“No!” pronunciò con voce arrochita “per me non c’è problema”.
“Meglio così” rispose Giorgio, avvicinandosi con un sorriso enigmatico.
Tore si volse di scatto, non voleva che si accorgesse di come quella situazione lo eccitasse.
Sentì il fruscio dei suoi slip che cadevano nel pavimento, e vide con la coda dell’occhio che Giorgio depositava un involucro ai suoi piedi e il beauty nel muretto accanto.
Sentiva un’improvvisa vergogna per il suo membro evidentemente eretto ma oramai era troppo tardi per retrocedere.
“Da qui l’acqua non esce”.
Sentendo la sua voce Tore non poté far a meno di voltarsi verso il suo interlocutore, sforzandosi di concentrare il suo sguardo in direzione del suo viso.
“Ah sì? Forse non l’hanno ancora riparato” disse imbarazzato “dai ti cedo il posto, tanto ho finito”.
Vide che Giorgio, sorridendo, aveva preso a fissare il suo corpo. Ed il suo sguardo scese involontariamente lungo il collo per raggiungere i peli del torso e del pube.
Scorse che lui aveva un’erezione da primato e comprese quanto egli desiderasse trovarsi esattamente in quel luogo e in quella situazione.
Si perse tra le gocce e gli schizzi d’acqua che lo raggiungevano arenandosi nella sua peluria.
“Non c’è bisogno” lo sentì dire “Possiamo continuare a stare qua insieme, visto che lo desideriamo molto entrambi mi sembra …”
Fece in tempo a rispondere meccanicamente “Ok” prima di ritrovarsi col suo pene nella mano e la sua lingua nella bocca.
Mentre si baciavano convulsamente , lasciando ogni desiderio represso esplodere, Tore si chiedeva “Ma sta succedendo proprio a me?!”
La sua bocca poi scese vogliosa dal collo al petto per mordicchiare i capezzoli immersi in quel folto ben di Dio che tanto lo eccitava.
Tore sapeva di doversi calmare se non voleva rischiare di venire subito rovinando quel momento.
Avvertì le mani di Giorgio che lo afferravano per le spalle facendolo scendere con forza nella zona pubica.
“Succhiami il cazzo” gli diceva imperioso e lui non se lo fece certamente ripetere due volte.
Mentre ci lavorava di gusto assaporandone il piacere Giorgio gli reggeva la testa per dargli il ritmo.
Tore con un amano giocava coi suoi testicoli, compiacendosi dei gemiti che il suo partner occasionale emetteva.
In realtà si lasciava totalmente condurre da lui nella gestione di quel loro gioco.
Quando quell’uomo tenebroso lo fece nuovamente alzare e girare di spalle non vi recriminò sopra.
Giorgio lo penetrò con forza mentre Tore tendeva i muscoli delle spalle.
Quest’ultimo sentì prima la mano sinistra di Giorgio accarezzargli il petto e poi, scendendo, afferrargli il pene già gonfio di godimento.
 
Ormai le urla di entrambi si mischiavano in una sinfonia di acuti suonati dall’estrema voluttà di cui godevano.
Tore sentiva di essere giunto al capolinea e che era perfettamente sincronizzato con quello del suo partner.
Per quanti mesi aveva desiderato che accadesse tutto questo?
Tutto il corpo si scuoteva, sentendo gli schizzi eruttati da Giorgio tra i suoi intestini.
Non si preoccupava più che qualcuno potesse sentire le sue urla di piacere, perché ogni singolo gesto della mano, misto allo sfregamento del suo fondoschiena, erano in grado di fargli produrre suoni di ottave di volta in volta superiori.
La sua eccitazione culminò partendo dal suo pene e diffondendosi in ogni anfratto del suo corpo, mentre uno squarcio di dolore improvviso gli spense ogni pensiero razionale.
Gli schizzi del suo seme si schiantarono contro il muro dinanzi subito ricoperti dal sangue della sua carotide lacerata.
Il corpo senza vita di Tore si appoggiò a quel marasma prima di stramazzare sul pavimento, vicino a quell’involucro, ora vuoto, che poco prima Giorgio aveva depositato ai suoi piedi.
L’acqua continuava a scorrere su di lui mentre l’altro, ancora scosso dal godimento, si ripuliva meticolosamente.
Nessuno quella notte aveva notato che intorno alle ventitre e trenta un uomo solo, con un cappellino calcato in testa, usciva velocemente dalla palestra con uno zainetto sulle spalle.
Nessuno dei clienti della palestra si ricordò poi chi fosse uscito per ultimo quella sera, e in tutta l’isola partì la caccia all’uomo.
 
Il giorno dopo Giorgio, se mai fosse stato quello il suo vero nome, a circa due chilometri di distanza dalla palestra era sotto gli occhi vigili di una folla che lo ammirava in silenzio.
Sentì in lontananza il rumore delle sirene che correvano veloci.
Era una normale Domenica mattina.
“Dove lo cercate il colpevole?” pensò tra sé e sé “E’ qui, sotto gli occhi di tutti.. dove lo troverete?”
Sentiva su di sé l’ammirazione dell’assemblea che attendeva la sua parola.
Aveva scorso nelle prime file quel ragazzo che ultimamente gli stava dietro pendendo da ogni suo verbo. Riconosceva nel suo sguardo l’amore incondizionato.
Già ne pregustava la conquista e già pensava ad organizzarne il tragico epilogo.
Sorrideva.
Le sirene che cercavano lui si stavano allontanando.
Ancora recando il sorriso stampato sul volto, con alle spalle l’altare e gli occhi fissi alla folla, Don George alzò le mani al cielo dicendo: “Padre Nostro, che Sei nei cieli..”
 
 
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 22, 2007 16:03 in: flussi di coscienza, racconto, cultura gay, appunti di vita gaya
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domenica, 18 novembre 2007

"Un ragazzo Italiano" di Philippe Besson credo che tenti di mescolare la tematica omosessuale e del tradimento in una chiave degna di un giallo canonico. E' una storia a tre voci, che tra loro si intersecano, si confrontano e cercano di far comprendere ai lettori il dramma umano della scomparsa e la realtà dei fatti. Luca, Leo e Anna parlano, si interrogano, soffrono, ma sembra quasi che volutamente fatichino a trovare e accettare la verità sulla morte e sul tradimento.

Le tre voci, così diverse, alla fine appassionano, tenendo il lettore in un limbo di incertezza, dove non conta quello che alla fine sai sin dall'inizio ma come la prenderanno i protagonisti scoprendolo.

Non so se ho reso l'idea.

Francamente la storia non mi è piaciuta, ma solo perchè non è il mio genere, perchè riconosco a Besson, che ancora non conoscevo e che ho scoperto per caso qualche mese fa in libreria, una dote nella costruzione della trama e una capacità di trasformare la banalità in genialità poco comune agli scrittori contemporanei.

Zorba

Philippe Besson - Un ragazzo italiano. Ed. GUANDA

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 18, 2007 14:29 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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sabato, 17 novembre 2007
Cole Ryder
Astrazione di nero
tra strali di luce
soffusi, tardivi
in essere dormiente
tu
supina attesa
ancora di noi.
 
Ti scruto in penombra
di luci e di buio circondati
ammaliato
ti vedo
dal mio grandangolo
appeso al soffito
sul filo dei pensieri
Dove vanno i pensieri?
(dove stiamo andando?)
 
In te, sempre.
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 17, 2007 16:46 in: poesia, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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venerdì, 16 novembre 2007

Alla fine ci sono entrato in quell'aula.

Non ho nulla da dire.

 

MINCHIA, HO VINTO UN CONCORSO!!!!!!!!!!

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 16, 2007 22:15 in: diario, letture, flussi di coscienza, vita privata
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mercoledì, 14 novembre 2007

Oggi Zorba non ha voglia di parlare e affrontare discorsi..

Oggi Zorba desidera soltanto far vagare la sua mente nel mare dei pensieri, lasciandosi trasportare dalle onde, lasciandosi trascinare nel vuoto...

Nella mia mente riecheggiano le note di una canzone che mi facilita il trapasso in uno stadio di ipnosi desiderata.

Troppe cose mi hanno martellato la mente in questi giorni. Ho corso, studiato, sperato.. ma continuo ad ingannarmi... La verità è proprio lì.

Ho paura.

Mi trovo in una fase in cui potrebbe accadere qualcosa che mi cambi completamente, dentro, portandomi a delle certezze ma anche a delle responsabilità che soltanto pensarle giusto 4 anni fa mi facevano vibrare di speranza.

Ed eccomi qui, ora, a chiedermi se davvero sono disposto a farlo questo benedetto salto. C'è un libro e degli appunti sul mio letto.. ma sono stanco, tremendamente stanco di prenderli in mano anche stanotte.

Domani ci sarà l'esito di tutto quello che ho fatto.. e ci potrebbe essere la remota ma concreta possibilità di raggiungere un obiettivo che ho perseguito in tutti questi anni di precariato. Ma ho il coraggio di farlo davvero? A cosa potrei dover rinunciare?

Ho paura di dover lasciare indietro qualche sogno, per diventare qualcosa che non so se vorrò davvero essere.

E' difficile da spiegare.

Ma non ho voglia di continuare a pensarci. Per questo sono qui adesso, in rete virtuale.. per non rifletterci, e immaginare qualcos'altro.

Mi sto lasciando navigare dalle note di questa canzone.. e sono approdato qui leggendo pezzi/post/frammenti di ciascuno di voi.

Ognuno di noi vive intensamente dei momenti in cui ci sentiamo carichi, e dobbiamo frenare, guardarci intorno, riflettere... e semplicemente respirare.

Lasciare entrare l'aria nei polmoni.. lasciar fuoriuscire la stessa aria e tutte le angosce.

Mi chiedo cosa stiate facendo tutti quanti... Forse Lodger stringe la mano di Lutor ascoltando un cd, magari Tesslu sta accarezzando la schiena dei suoi gatti.. chissà..

Ho voglia di continuare ad immaginarvi.

Forse in questo esatto momento House cena di fronte al suo alter ego, mentre Disperso passeggia per le vie di Roma e Gattopesce fa una vasca notturna... Mi sembra di scorgere sotto quel lampione Fil con una rosa da regalare a Gio (DUEdiZAMPA) per farsi perdonare, poco più in la LaNegraLatrante fuma, aspettando quel qualcuno uscire dalla porta chiodata di quel locale...

FrancescoBis si sta incazzando guardando i rotocalchi della sera, Exeunt è al telefono alla ricerca di una ragione plausibile, Renudo si è appena seduto al suo posto e si stringe la cintura prima di ricevere qualche richiamo dall'hostess.. Sonante, Sonante.. a chi dedichi quelle lacrime?

Ho visto Sabatino fissare il soffitto alla ricerca delle parole da scrivergli stanotte, per una di quelle missive che non incontreranno mai le mani del postino, proprio mentre SeriaLover ascolta qualche cd che aveva dimenticato di avere, lo stesso che ha appena tolto WildBoy dal pc... MircoMirco correggerà i compiti dinanzi al camino, che è quasi uguale a quello dove ora Fabio&Claudio gustano il vino..

Mi chiedo dove sia finito Manrandagio, ma soprattutto se LadyTramp ha finito di archiviare tutti quegli oggetti che alla sola vista la fanno star male.. VanityHair si depila???!!!

Potrei continuare all'infinito stanotte, mentre Mirna83 mi chiama per il suo in bocca al lupo per domani (domani?!), ma alla fine rivedo soltanto me, di fronte a questo pc.. a cercare di non centrare il problema.. So che è sciocco, ma almeno per stanotte nessuno mi impedisca di farlo.. vi prego..

Ho bisogno di distanziare l'evento dai miei pensieri per non paralizzarmi fino a domani..

Non so se avrò il coraggio di entrare in quell'aula domani, non so se la mia vita avrà quella brusca virata... Continuo a lasciarmi trasportare da queste note spruzzando gocce di pazzia e noncuranza intorno.. Mille bolle su me, mille blog che leggo, mille desideri da cui farmi cullare..

Buonanotte a tutti voi..

e scusate questo mio delirio notturno!!

il Gatto Zorba.

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 14, 2007 22:07 in: diario, flussi di coscienza, vita privata
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domenica, 11 novembre 2007
Volevo scrivere una canzone.
 
Sonorità evolutiva
dei nostri corpi
che si stringono
nel gioco di perle e luci
rotanti, ansimanti
in quel nido di piume di gabbiano
 
Simbiotica esposizione
di stampe e cornici
emergi Divino
 
In quel noi, unico
nei bagliori delle candele profumate
 
di quel noi, insieme
nel sole e nella pioggia (with the moon and the stars)
nella luna e nelle stelle (with the rain and the sun)
 
Il nostro eco.
 
Di nuovo.
 
the sun the sun the sun the sun …
Gay.it
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 11, 2007 13:34 in: poesia, diario, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
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sabato, 03 novembre 2007

Delanoe

Nasce a Tunisi nel 1950 da genitori Francesi, e fin dalla giovinezza appartiene alle fila del P.S. (Socialisti)

Dopo un'intensa carriera politica è stato eletto nel 2001 a Sindaco di Parigi, e il suo mandato scadrà nel 2008. Durante una trasmissione televisiva, nel 1999, fece coming out dichiarandosi apertamente omosessuale.

Si trattò del secondo Coming out in sede televisiva di un uomo politico francese (il primo fu quello dell'ex ministro Andrè Labarrére). Forse proprio per questo suo gesto di libertà nel 2002, durante la prima manifestazione de la Nuit Blanche, Bertrand Delanoe venne aggredito da un folle algerino che lo accoltella con un pugnale, per motivazioni omofobe, a cui sopravvive con una lunga prognosi data la gravità della ferita.                                                                                                                                                       

Della sua vita privata si sa molto poco, solo che è stato per lungo tempo amico della cantante Dalida a cui ha dedicato, nell'anniversario della sua morte, una mostra permanente presso la Mairie de la Ville. Secondo un recentissimo sondaggio del “Paris Match”, Delanoe è diventato l’uomo politico più popolare di Francia. Il fatto che sia un gay dichiarato non disturba, pare,i francesi che hanno indicato una preferenza del 76% nei suoi confronti, I risultati del sondaggio sembrano essere di buon auspicio per la riconferma di Delanoe alla carica di sindaco di Parigi.  

Delanoe 2

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , novembre 03, 2007 16:54 in: politici, cultura gay, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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