mercoledì, 24 ottobre 2007
Non so quanto tempo trascorse prima che riuscissi a riprendermi e ad avere le forze per rialzarmi e rientrare.
Fuori era già buio.
Con pesantezza risalii le scale. Continuavo a tremare.
Per fortuna casa non c'era nessuno che potesse vedermi in quello stato.
Raggiunsi a fatica il letto, buttandomici sopra.
Continuavo ad ansimare. E a piangere.
Non avevo un perchè ben preciso che mi sostenesse tra le lacrime.
Piangevo per il mondo, per il dolore, per la vita... per Lui
E non riuscivo a smettere di tremare.
Ero disteso in quel letto e cadevo, cadevo giù.
Ogni pensiero era libero di librare nel cielo, e non potevo afferarlo, avevo un'immensa paura di tutto il mondo che stava al di fuori, delle persone, delle nuvole, del cielo, di tutto quello che poteva guardarmi negli occhi e capire che non avevo alcun valore.
“Cazzo” mi dicevo ”non è possibile, non voglio crederci, non sono vivo perché respiro, non sento l’aria, sto male … Cado giù, lo sento, io tremo e cado giù. Perché, Dio perché? Ho ipotecato il mio futuro per qualcuno che ha chiuso la porta per non lasciarmi entrare. Non ci credo, non c’è più niente, niente di più…”
Singhiozzavo, scosso da fremiti inconsulti.
Avrei voluto afferrare la sua mano per sentire il calore, avrei voluto in quel momento baciare le sue labbra morbide e lasciarmi andare sul filo dell’amore, in equilibrio, solo per lui.
Ma Francesco non c’era.
Continuavo a boccheggiare, ancora scosso dai tremori e dalle vertigini.
Piangevo, piegato su me stesso, aspettando che si placasse l’aria.
Ed il tempo, incessante, trascorreva, lasciandomi così.
Immerso, ancora bagnato dal dolore.
Ed in quel momento accadde.
Un singolo attimo, dove tutto il mio essere, dove tutta la mia metamorfosi incontrava il suo scopo.
I miei occhi fissarono la luce.
Il calore asciugava le ali della falena. Potevo chiuderli, riaprirli, ma essa era sempre lì.
Ed era amore. La falena tese le ali, cercando senza incespicare di spiccare il volo.
Ricordavo il discorso che lui mi aveva fatto una sera sulle farfalle che morivano nell’amore per la luce, ma contemporaneamente non ero io a ricordarlo.
Era la falena che ne era consapevole, al primo battito di ali.
Le gambe cominciarono a tremare un poco mentre le tendevo, e pian piano mi alzavo.
Un passo dietro l’altro. Lentamente.
Era la sua schiena nuda che volevo accarezzare per sentire il brivido che gli provocava risalirgli dalle anche alla nuca.
“A cosa pensi?” mi diceva la sua voce quando lo facevo.
Era il suo sorriso di quando mi guardava che volevo baciare.” Prendi il mio tempo” mi diceva al buio della sua stanza, dopo aver fatto l’amore, se dovevo andar via.
Un altro passo.
Era il volo della falena che virgolettava verso la lampadina accesa, attratta dalla luce (o dall’amore?)
Era il suo corpo nudo che volevo abbracciare per inebriarmi del suo profumo e dei suoi sensi.
“Ti amo” mi diceva ogni volta che veniva su di me o dentro di me.
Ancora un passo, uno soltanto.
La falena già sentiva il calore sul viso, e non aveva paura di bruciare. Inseguiva la sua luce.
Era la sua mano che volevo prendere, per stringerla nel cammino della vita.
“Vuoi essere il mio ragazzo e stare con me soltanto?” mi chiedeva prima di lasciarlo andare via, per sempre.
Stavo sotto il lampadario, attratto dalla luce.
Potevo allungare la mano.
Potevo afferrare la luce che emanava il calore pericolosamente vicino ad essa.
La falena incurante l’abbracciava, forse morendo, in estasi, volando.
Non sentivo di sentire il dolore.
Lacrime e gioia.
Rossore accecante seguitava allo svenire.
Non mi rendevo conto di quello che avrei potuto fare.
Come una falena, afferravo l’amore.
Zorba
Tratto dal capitolo XX
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 24, 2007 18:23 in: flussi di coscienza, racconto, appunti di vita gaya
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lunedì, 22 ottobre 2007

Con "Una voce nella notte" Armistead Maupin ha compiuto un'impresa: quella di raccontare una storia (blandamente definita da "letteratura gay") che tiene col fiato sospeso e l'occhio incollato alle pagine il lettore.

La storia è un thriller realmente degno di questo nome, ma i suoi elementi sono abbastanza semplici, come fili di lana che si intersecano tra loro alla ricerca di un punto.

La storia parla di Gabriel Noone, romanziere di successo e speaker di un programma radiofonico notturno. Gli viene chiesto da parte del suo editore di leggere il  memoriale del tredicenne Pete Lomax, che narra le orrende violenze subite da parte dei suoi genitori e dei loro amici che lo hannno portato ad essere in bilico tra la vita e la morte a causa dell'Aids. 

 Gabriel, a causa della crisi che vive col suo fidanzato, anch'egli sieropositivo, da cui viene abbandonato, sviluppa un attaccamento viscerale per il ragazzo, col quale trascorre ore ed ore al telefono. Fino a che non desidera di incontrarlo mettendo così a rischio la sua stessa incolumità e il suo modo di concepire la sua vita ormai alla deriva, tanto da porsi il dubbio che il suo amico Pete in realtà non esista.

Il resto non posso dirvelo.. dovete leggerlo!!

La trama è incantevole e la scrittura e le modalità di concezione sono piuttosto buona. Dallo stesso libro hanno tratto un film che ahime racconta un'altra storia rispetto a quello che scrive Maupin, però Robin Williams lancia degli spiragli piuttosto interessanti nella sua interpretazione di Gabriel.

Ne consiglio a tutti la lettura.

Zorba

Armistead Maupin - Una voce nella notte. Ed. BUR

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 22, 2007 20:48 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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domenica, 21 ottobre 2007

Gentile il sogno

Un’ipotesi avverata

In noi mai sopita.

Dammi tutto di te

O prendi ogni mia essenza.

Zorba - 17/06/2003

 Guido

Happy Birthday to you...

Happy Birthday to you...

(Scusate ma con l'inglese proprio non ci sto!!!)

Oggi è il compleanno del mio compagno... e che dire... gli auguro di vivere in felicità questo giorno, e tutti gli altri a venire!! L'anno prox ci dovrebbero essere per noi "grosse grasse novità"..... speriamo bene!!!

Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 21, 2007 13:01 in: diario, lettere, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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sabato, 20 ottobre 2007
Folsom - San Francisco
Fisso lo sguardo
nella penombra dei nostri corpi
avvinghiati tra la marea dei sensi.
L’ammiccante vello
del tuo petto aderisce
alla danza, dai ritmi convulsi,
delle labbra,
il tuo dolce whisky
m’invade il palato
con lapilli di piacere eruttati
dal tuo vulcano.
Ne ottenebra la mente
il suo profumo velenoso
rendendomi alcolista,
assetato di te.
Zorba
 
 
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 20, 2007 14:37 in: poesia, diario, flussi di coscienza, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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venerdì, 19 ottobre 2007
Il negro è un personaggio inquieto, e molto tosto.
Il suo nome è Amaro, o Bom – Criuolo, ed è un ex schiavo che scappando si è imbarcato su una nave ed è diventato nel tempo un indefesso marinaio. Amaro ha rincorso la sua libertà, e come una mosca col miele, è stato attratto da una vita che assurgeva ad un riscatto, ma che con le sue regole l’ha fatto ancora di più prigioniero.
Ma Amaro/Bom-Criuolo è capace ad adattarsi e ad applicare le regole.
Fin quando non si innamora.
Si innamora di Aleixo, imberbe mozzo, biondo, bianco come il latte, che per convenienza ed inesperienza gli concede le sue grazie dopo un tormentato percorso d’amore e punizione. Amaro capisce di amare gli uomini, Aleixo di amare l’agio e la protezione.. da chiunque.
Questa contrapposizione di intenti provocherà il finale tragico, tanto caro al periodo di riferimento del libro.
Caminha descrive con le solite convenzioni del suo tempo (fine ottocento) la passione deviata di un nero per un maschio, in un racconto lungo che di sé forse non dice molto. Viene annoverato come plateale esempio del naturalismo sudamericano, e per l’argomento trattato è stato posto all’indice fino a metà ventesimo secolo, momento in cui stava rischiando di svanire. Sono molti gli elementi autobiografici presenti nel libro riguardo l’autore, il quale pare abbia avuto una vita simile a quella di uno dei protagonisti (il bianco).
La passione di Amaro è descritta come una cosa turpe e contro natura, ma in essa si intravedono piccoli spiragli che lasciano presagire un cambiamento.
Forse non è un gran romanzo, forse è invece un precursore delle famose storie di Genet in “Querelle di Brest”, ma è un opinione che ci si può costruire solamente leggendolo.. pagina dopo pagina.
 
Zorba
 
 
Adolfo Caminha – Il negro. Ed. Playground
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 19, 2007 21:33 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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lunedì, 15 ottobre 2007
Aspettare che scenda l’ispirazione.
 
IN_SCATOLA-TO
da pareti troppo fini,
mancanza di fiato.
Ho voglia di volare
 
Esco fuori.
Gocce
che trapanano il finestrino
sembrano
trans_migrazione di anime
 
E’ solo che mi sento sotto_vuoto, amore
(I’m so, I’m so, I’m so Hollow)
sono così vuoto
 
Trovare una ragione
 
Prova a digitare il codice
 
Mi sento SOTTO_VUOTO
 
Implode

Kiss 3

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 15, 2007 20:41 in: poesia, flussi di coscienza, appunti di vita gaya
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sabato, 13 ottobre 2007

Sicuramente "Mentre l'Inghilterra dorme" è un libro controverso, a causa della denuncia di plagio da parte di Stephen Spender all'autore perchè gran parte del racconto ricorderebbe "Il tempio", al fatto che è stato pubblicato, poi rilevato dalle librerie americane e successivamente rivenduto, dopo (pare) una rivisitazione dell'autore.

Ma rimane un libro da leggere.

Non foss'altro perchè Leavitt supera stavolta sè stesso nel raccontare la storia, facendola apprezzare al lettore. In questo libro vive il potenziale dei suoi romanzi che appaiono gradevoli e disarmanti (Basti pensare a "La lingua perduta delle gru, il voltapagine e Eguali amori"), ma in questo soprattutto si ritrova anche una ricostruzione coerente dell'epoca storica in cui è ambientato, la Guerra Civile spagnola, che fa da cornice alla storia amorosa tra Brian  ed Edward. Due caste sociali a confronto che si ritrovano ad amarsi e a vivere il loro amore tra i contrasti e le incoerenze dell'epoca.  Una storia che non funziona, per via di Brian, che prima tradisce Edward, lo abbandona, poi lo riprende e lo tradisce di nuovo, fino ache non si accorge dei suoi reali sentimenti per lui solo quando Edward lo lascerà per rincorrere i suoi ideali nella guerra. A quel punto partirà anche Brian, alla ricerca del suo amore, ma anche di sè stesso.

L'epilogo sarà triste, inutile negarlo.

A prescindere dalle polemiche sul plagio o meno, David Leavitt ha regalato alla letterartura una piccola perla lucente, da gustare, e rigustare nei momenti di contatto con sè stessi.

Zorba

 

David Leavitt "Mentre l'inghilterra dorme" - Ed. Mondadori

 

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 13, 2007 15:02 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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martedì, 09 ottobre 2007

Penso che questo post meriti un preambolo: Quella che troverete sotto è stata la prima "poesia" che consapevolmente ho scritto dedicandola ad un uomo, ad una persona per me speciale, che in quel periodo mi ha aiutato tanto, e che, nonostante i nostri piccoli drammi quotidiani, le separazioni temporanee, le convivenze temporanee, sta con me da quasi sette anni.

Era tutto il giorno che pensavo a questo pezzo, scritto nel cuore della notte, cancellato, riscritto migliaia di volte in quella manciata di ore che mi separavano dal mattino, fino a quando non assumeva ai miei occhi una parvenza di perfezione nel rapporto tra le parole e il sentimento che covavo dentro di me, che con me cresceva. Non avevo ancora il coraggio di chiamarlo amore, ma di ciò si trattava.

So perfettamente che a rileggerla adesso non è perfetta, non ha stile, è acerba (avevo 19 anni allora) e tante migliaia di altre cose stilistiche ma non ho mai avuto il coraggio di ritoccarla dopo quella notte del 19 Dicembre 1999. Perchè? Forse perchè sono un romantico.

Sapete.. a volte rimpiango quel tempo, in cui le cose dovevo scriverle di nascosto da tutti, quando anche i muri e il cuore della gente avevano orecchie e il percorso di accetazione ed autoconsapevolezza stava iniziando come il volo di un gabbiano alle prime armi. Lo rimpiango perchè quello che scrivevo allora era un flusso di coscienza senza troppo attardarmi nelle rifiniture, perchè quello scriverlo di nascosto faceva traspirare il vero sentimento che simbolicamente descrivevo con migliaia di giri di parole... Ma in sintesi perchè era uno scrivere puro.. come lo era il mio amore per lui.

Io e lui abbiamo 15 anni che ci separano, e lui era il mio amico, il mio mentore, il mio mito.. e poi diventò il mio amante realizzando quel sogno di amore impossibile in cui mi crogiolavo in quelle notti.  Ora la nostra storia si è evoluta in tante sfaccetature diverse, perchè lo conosco meglio, mi ci sono emancipato e nel bene o nel male rimane il mio compagno con tutte le svariolature che volete, ma sempre face to face, pari a pari.

Ma nonostante questo siamo partiti da qui.. e in momenti come questo il mio amore si rispolvera, non scoprendosi diverso da allora.

Buona lettura.

Notturna
Vorrei che tu passassi
una buonanotte
lo vorrei davvero
lasciandoti cullare
dal dolce suono del vento ,
permettendo alle stelle
di tessere argentati ricami ,
per poi poter scacciare
via tutte le attese ,
i problemi e le tristezze
cancellarle tutte , valutarle nulla.
Vorrei che tu passassi
una buonanotte
libero dalle paure , dalle tue costrizioni
e vederti in sogno
trasformarti in farfalla ,
per volare nel cielo ,
bagnarti nel mare
e asciugarti al sole ;
ed io essere con te ,
sospeso nel cielo
ad ammirarti
nel tuo tempo
che si è come fermato
nel tuo sorriso di quando dormi
e vedendo le nostre stagioni
passare , essere lì , sempre con te ;
aspettando che il tuo sorriso
risplenda ancora nell’alba
del tuo risveglio
dolce , come sempre e come non mai
ed ogni volta essere lì ,
sospeso
a guardarti e ad amarti
sempre ,
sempre di più , ad ogni tuo sorriso.
Ma adesso dormi , fiore ,
dormi e buonanotte ,
cullati con me in questo
nostro eterno sogno ,
dormi ,
io sono con te.
29-12-1999
A Gui ...
Ieri, Ora e Domani
Io e te, sempre
Zorba
 
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 09, 2007 14:25 in: poesia, diario, flussi di coscienza, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
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domenica, 07 ottobre 2007

J. T. forse è ancora un mistero per molti dei suoi lettori. Su di lui/lei si è detto di tutto, addirittura che non esiste e che si tratta di un esperimento letterario operato da Breaston Ellis e Cooper.

Ma di fatto esistono i suoi libri (3: Sarah, Ingannevole è il cuore  più di ogni cosa e la fine di Harold). Ognuno tratta una storia a sè e contemporaneamente ognuno fa parte dell'altro.

Le storie autobiografiche dell'autore sono molto forti e tristi. Di gran lunga il mio preferito rimane "Ingannevole è il cuore  più di ogni cosa" forse per quell'atmosfera di sofferenza e di crisi che permea ogni pagina, come se l'autore provasse realmente il dolore di cui parla, raccontato dagli occhi del piccolo Jeremiah, che a solo 4 anni conosce l'adozione, la vera madre e il suo mondo distorto fatto di amanti, prostituzione e droga, i nonni patologicamente invasati di religione e soprattutto la pervesione e la crudeltà umana. Jeremiah, che poi diventerà Sarah (nome della madre, con il quale lui si identifica) trascorre il suo tempo apprendendo ogni cosa, lasciandosi plasmare da ciò che ogni situazione nuova per lui richiede. Jeremiah ha solo quattro anni ma capisce sin da subito che questo è l'unico modo da seguire per sopravvivere nel mondo che altrimenti lo sovrasterebbe. Jeremiah viene violentato, ma poi egli stesso ricerca nella sua infanzia quel tipo di amore, vestendosi con i baby doll della madre e circuendo i suoi amanti, per il solo desiderio di essere lei e in questo modo da lei amato.

Il bambino è un antieroe, arrivatoci per caso a questo ruolo, che accetta incosapevole, attratto dal dolore, l'unica cosa che ha conosciuto. Quello fisico, che lo porterà alla fine del libro a quel gesto eclatante, e quello morale, che lo porterà a vendersi per vivere, come si racconterà in Sarah, e a prendersi cura della lumaca Harold.

Dal libro ne è stato tratto un film prodotto, diretto e recitato da Asia Argento. Nonostante le critiche credo che in gran parte rispecchi la vita e il racconto di Leroy, ma come spesso accade la pellicola non da dimensione e corpo alla reale emozione che può vivere solo sulle pagine.

E' di gran lunga uno dei libri meglio riusciti.

Zorba

J. T. Leroy - Ingannevole è il cuore più di ogni cosa - Ed. Fazi

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 07, 2007 21:37 in: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
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sabato, 06 ottobre 2007

E' un misto di senso dell'abbandono e di tristezza quello che lega i nostri ricordi a un determinato spazio compreso tra quattro mura, mura che racchiudono il confine tra il dentro e il fuori ma che anche vedono al proprio interno il nascere e il fiorire di legami particolari, forse un po' deboli e fragili e che hanno bisogno di sentirsi protetti e rinchiusi in quella campana di vetro.
C'è una stanza in una casa del quartiere della Marina a cui resterò credo legato anche a distanza di tempo, forse tanto tempo, a prescindere da come vadano a finire le cose.
E' una stanza dove il tempo e il passato hanno lasciato la polvere che si riposerà ancora sui suoi mobili, una stanza che ha visto sbocciare un nuovo tipo di vita e di vivere, che ha visto gioia e rimpianto e desiderio di ricominciare.
Quella camera ha cominciato a prendere forma piano  piano, e in quelle mura esistevo anche io, e non solo in una foto appesa ma nello spirito e nel senso dell'olfatto.
Il rischiare di non poterla più vedere, di non poter restarci ancora mi fa paura.
E' come se senza ci fosse una regressione ad un vecchio schema che non esiste più e che non vale nemmeno la pena di riesumare.
Ora una sola voce canta queste parole:
"Home and Dry .... Home and Dry ..."
Quella stanza continuerà a pulsare e a farmi sognare.
Andare avanti. Tornare indietro.
Sentirsi in questo sospeso.
Vorrei poterci tornare. Lo vorrei davvero.
Buonanotte.


Zorba

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 06, 2007 12:10 in: diario, appunti di vita gaya
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lunedì, 01 ottobre 2007

Marx - Engels

 

WIR SIND UNSCHULDIG... (Noi siamo innocenti)

Detta statua si trova a Berlino nel Marx - Engels Forum, il primo è seduto mentre il secondo è in piedi. La scritta, che era posta ai loro piedi, era comparsa dopo la caduta definitiva del muro e ora è scomparsa. Il monumento è irrimediabilmente rivolto a Berlino Est ed è dedicato ai danni e alle lotte di classe. Se guardo con attenzione le facce  a me pare che più che innocenti i due dicano all'est "Ma che colpa abbiamo noi?"

Ovviamente io e il mio compagno non potevamo che farci immortalare con loro. Ora stavo pensando a un'altra cosa che non ha attinenza con questa: Ieri siamo andati all'ennesimo matrimonio (e un po' mi rompo, visto che noi stiamo insieme da sette anni, non possiamo sposarci e ovviamente a nessuno viene in mente un regalo di convivenza!) e mi è venuta in mente durante la cerimonia questa foto: Ma che colpa abbiamo noi?

Mi sa che la propongo come spot per la prossima campagna sui Pacs..

Saluti.

Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , ottobre 01, 2007 15:13 in: diario, appunti di vita gaya
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