sabato, 29 settembre 2007

Classe 1953, uomo brizzolato. Berlinese doc. Partito SDP.
Klaus Wowereit è dal 2001 sindaco di Berlino per ben 3 mandati. Ed è un omosessuale dichiarato. Il Coming out avvebbe poco prima della nomina a sindaco dove lui pubblicamente dichiarò la celeberrima frase "Ich bin schwul und das ist auch gut so!" - "Sono omosessuale e va bene così!". Con questo coming out divenne il primo leader tedesco a dichiarsi pubblicamente.
In occasione del Christopher Street Day (noto Gay Pride di Berlino) ha fatto innalzare nel municipio la Rainbow Flag, accanto alla bandiera tedesca e a quella europea, lanciando un evidente segnale sul suo sostegno alla manifestazione e contro le discriminazioni omofobe. Il fatto è che nonostante tutto la sua politica e la sua immagine è così tanto gradita ai tedeschi che egli stesso ritiene di avere buone probabilità di essere eletto successore come cancelliere di stato tedesco, tesi suffragata dagli ultimi sondaggi che gli accordano la preferenza al 70% circa.
Incurante ormai della generosa opinione pubblica nel 2006, una volta concluso lo spoglio e appurata la sua elezione per la terza legislatura, Wowereit ha abbracciato e baciato in diretta televisiva il suo compagno Joern Kubicki con il quale convive da tempo immemore.
Di fatto Klaus Wowereit rappresente risulta essere uno dei numerosi esempi di politico europeo (ben lungi sicuramente dal concetto italiano di politica) che nonostante il suo orientamento sessuale è riuscito a farsi strada e a farsi apprezzare dalla collettività come uomo.. e come leader.


Zorba
sabato, 29 settembre 2007
Verace sensazione
si fa strada in me
quest’oggi e questo ieri
danzante,
mi cresce dentro,
in_cespi-canta la sua melodia
tra le foglie rigogliose
E’ un ramping crescente
adagio martellante
nei miei rami di membro d’uomo
s’insinua, rampicante
come corda di strumento
un po’ tesa e un po’ spezzata
di passione e desiderio
nella vita mia incontrata
prima,
e dopo vuoi?
Zorba
PS: Ho proprio bisogno di un week end bollente.
giovedì, 27 settembre 2007
Leggere Dennis Cooper per me è sempre una scoperta.
Nei suoi libri a volte mi ci rivedo, in altre lo trovo mille miglia lontano. Non ho ancora avuto modo di "mangiare" la sua intera opera ma ne ho letti diversi, e francamente quello che più mi ha colpito per il momento è stato "I MIEI PENSIERI PERDUTI" (My loose thread, 2001), per come l'incubo/sogno ha inizio e per come germoglia tutto l'intreccio.
Va detto, adolescenti che uccidono per difendere i propri congiunti, incesti fra fratelli e violenze di gruppo omosessuali non sono proprio digeribili.. eppure sono rimasto attaccato a quel libro dalla prima all'ultima pagina.(160 circa)
La voce dello stesso Larry guida il lettore nell'evoluzione e nella scoperta della verità che permea la trama, una verità che non viene svelata per consentire al protagonista di sviscerare l'essenza della sua anima tra mille cocci di cristallo che si infrangono tra realtà e fantasie della sua mente.
Larry deve scoprire e capire perchè l'ha fatto e soprattutto se l'ha fatto. E con Jude, il fratello Jim e gli altri parte alla scoperta dei fatti .. e dei ricordi.
Non voglio raccontarvi la storia.. perchè credo che ognuno possa e debba trarne da solo le proprie conclusioni.
Zorba
Dennis Cooper - I miei pensieri perduti. Ed. TROPEA
martedì, 25 settembre 2007
Siamo come gocce
che si uniscono e si dividono
in quell’unica pioggia che non ha mai fine.
Siamo quei fuscelli d’erba,
nella brezza estiva,
come i nostri pensieri
trasportati dal vento
via, lontano, per non trovarli mai.
Siamo in tutti i nostri sguardi
specchiandoci dentro l’un altro
in quegli eterni attimi
dove il fuoco brucia e non ha mai fine.
Siamo sempre soli,
tra mille luci che scompaiono,
voci che si disperdono in lontananza,
dove il buio si diffonde in fretta
irrompe forte il silenzio.
Siamo nell’eternità
e siamo nel presente.
Noi.
Poesia selezionata per l'antologia del premio "Poeti dell'Adda 2007" del club degli autori
Zorba
domenica, 23 settembre 2007
Ho finito giust'appunto stamane di leggere "Querelle di Brest", titolato come uno dei capolavori di Jean Genet. Nulla da dire in merito, se non che in parecchie parti ho faticato a digerire il pensiero e lo sviscerarsi della storia.
La storia tratta fondamentalmente di Jo Querelle, un antieroe marinaio venticinquenne, indolente, sadico e confuso in merito ai propri orientamenti. Indistantamente subisce il fascino di chi lo guarda e lo ammira, portandolo ad essere vittima e carnefice della passione e dell'amasio. Ho avuto l'impressione che lui stesso ami crogiolarsi nell'ammirazione e nel sentimento altrui. In più parti vive le sue relazioni omosessuali (sempre velatamente descritte in termini amicali che poi sfondano però in un'accurata descrizione di pratiche sessuali tra uomini) come espiazione e come dimostrazione dell'amicizia. Poi scopre e mette in atto l'omicidio, per procacciarsi soldi facili, ma soprattutto per il gusto che prova nel vedere scivolare via dalle vittime la vita, che rimane incompiuta, intrisa di aspettative non realizzate.
Querelle incontra Gil Turko, da cui è accomunato dall'omicidio, sebbene le motivazioni siano diverse. E con lui conosce i primi vagiti dell'amore puro e maledetto.
Ed infine ho trovato rilevante la relazione ambigua che vive col fratello Robert, che agli occhi di tutte le persone che gravitano intorno acquisisce il sapore incestuoso della rivalità e della somiglianza, nonostante i due siano fisicamente simili (belli) ma nettamente diversi per attitudine (anche se entrambi maledetti).
Genet getta il lettore nei meandri della storia con un fare edulcorato e feroce, rendendo il libro, e il film che ne è conseguito, come una delle pietre miliari della letteratura omosessuale.
Jean Genet - Querelle di Brest, ed. NET.
Zorba
domenica, 23 settembre 2007
Timidi gigli
sussurrano al vento
afflitte nenie
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , settembre 23, 2007 11:12 in:
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martedì, 18 settembre 2007
“… Guardavo quella singola luce che si stagliava all’orizzonte dal finestrino della sua auto.
Il resto attorno era buio, solo il lume fioco di quel lampione in lontananza che si faceva faro per il mio animo alla deriva.
Ero lì … dannato, nudo, il sedile del passeggero reclinato, in posizione fetale.
Dalle cosce fuoriusciva un misto di sangue e sperma.
Era avvenuto così, in quello spazio angusto, tutto in fretta .. forse Enrico ne aveva avuto troppa.
Sognavo da tempo la prima volta, ma niente di come era successo ne evocava le sembianze.
Annaspavo tra le lacrime cercando disperatamente di raggiungere quel faro.
Sentivo che lui era accanto a me, respirava e fumava tranquillo, forse compiaciuto di come avevamo fatto l’amore.
Sapeva di essere il primo, ed ero in grado di capire l’ulteriore grado di soddisfazione che questo suscita in un uomo.
Ma la mia tristezza non derivava solo da un sogno per tanto tempo atteso e infranto sugli scogli … o meglio, non solo.
C’era altro, pressante e indistinto, tra le lacrime, che mi era difficoltoso riuscire ad afferrare.
Era l’aria di tutto quello che da quell’atto in poi sarebbe cambiato.
Non ero soltanto auto - consapevole.
Ero diventato fisicamente gay.
In lontananza avvertii la sua voce calda che mi diceva: “Che cosa sta succedendo?”
Forse si era accorto dal respiro stentato che piangevo.
La sua mano prese ad accarezzarmi la nuca.
Il solo contatto, quel gesto di paterna tenerezza mi fece esplodere, tutto in una volta.
Presi a singhiozzare, convulsamente.
Lui si sporse, abbracciandomi appena. “Sshhhh .. no … va tutto bene .. sono qui …”
Mi lasciai cullare dal canto della sua delicatezza, continuando a piangere, afferrando le sue mani, il calore del suo membro che ancora sentivo tra le natiche, la dolcezza del suo bacio sulla fronte …
“Sshh …” continuava a dire “ stai tranquillo … so che cosa provi. E’ normale sentirsi così la prima volta. E’ solo sentire realmente che in te qualcosa è cambiato. Ma passerà tesoro, ti giuro che passerà…”
Non avevo le energie per rispondergli, ma ero certo che lui capiva davvero che cosa provavo.
Stretto alle sue braccia pian piano cominciavo a calmarmi.
Lui, con pause studiate, continuava a darmi sicurezza, parlandomi.
“E’ una cosa naturale, a causa di tutti quegli schemi mentali che vogliono farci vivere contro la nostra natura … hai fatto solo il primo salto chicco, e la tua è una reazione normale … passerà ..”
Per me era come una ninna nanna, solo che non avevo bisogno di dormire.
La sua voce compensava il mio desiderio di amare.
E di essere amato.
Quella notte, tra le sue braccia, in quella macchina, con la luce fioca in lontananza, sapevo di aver iniziato il mio nuovo percorso.
“Sono con te” mi diceva, instancabile.
Ed era vero. Era lì.
Mai desideravo, come in quel momento, di amarlo e di appartenergli.
Per sempre.”
Tratto dal cap.XXI
Zorba
martedì, 18 settembre 2007
Non è possibile.
Apro il giornale.
Leggo la cronaca di Cagliari e ti trovo un articolo su un insegnante del mio liceo inserita su Youtube.
Da non crederci, vado a vedere. E cosa scopro???
Che era una mia ex profia!
Mi son detto: ai miei tempi non succedeva tutto questo (sebbene le sfuriate con la mia classe furono decisamente più forti).. Povera donna.
Piazzata in rete.
Non c'è più religione..
PS: per chi la volesse vedere, basta cliccare qui
domenica, 16 settembre 2007
Potrà apparire strano, ma in questo momento non so quello che so, o credevo di sapere, su di te.
Le cose cambiano, è vero,
le persone si evolvono, è vero,
ma ciò non vuol dire che sappia farmi una ragione di come ti sei comportata con me.
E non venirmi a dire che si tratta di lei.
Ci sono sentimenti, azioni, emozioni che nessuno può permettersi di dimenticare, come per noi, per quei giorni in cui la mia vicinanza non era rarefatta, in cui esisteva un bisogno, che credevo fosse reciproco per entrambi.
Ma forse non era così.
A volte le promesse sembrano implicite, ma nessuno di fatto ha mai sentito prima la necessità di firmare un contratto, perchè l'amicizia rimane un sentimento che non è impossibile imbrigliare come un cane o un cavallo e condurre dove vuoi ma sta alla base di un'affinità, di un etero-bisogno intrinseco alla natura umana.
Quello che sapevo era che nonostante il poco tempo ci saresti stata anche ora, anche domani, ma è sembrato facile, troppo facile cancellare ogni pregresso per qualcosa che forse nemmeno sa riguardarti direttamente.
Più vado avanti più so volare, più piango più riesco a cavarmela da me, come sempre.
Ed ora sono qua, ho anche ripreso a scrivere, ma non è possibile condividerlo, non è possibile reimpostare un'affinità che hai fatto scomparire, senza motivi, senza onore o gloria, mentre guarderai dalla finestra forse sarò in grado di volare ancora, kilometri lontano, dove non potrai mai raggiungermi...
Sono sempre io. E sono qui.
E non si tratta di me
non si tratta di lei
ma solo di noi
noi che siamo distanti, senza un ritorno apparente
noi siamo
ricordalo
è solamente quello che siamo...
che ci stringe, che ci allontana, che ci porta avanti
noi siamo...
... Intorno
Zorba
domenica, 16 settembre 2007
Foglie vermiglie
come acqua che scorre
si gettano giù
ZORBA
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , settembre 16, 2007 12:24 in:
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sabato, 15 settembre 2007
Il tempo non sapeva veramente come rovinarsi.
E' già sceso il buio, fa freddo e si è levato un vento forte.
Io sono nel mio letto, tremo.
Ho paura del mondo là fuori, di tutte quelle luci, di tutte le persone che possono guardarmi negli occhi e capire che non sono affatto speciale, che in realtà non valgo nulla e che continuo a tremare.
"Passerà"
Una sola parola, l'unica che tutti sono in grado di dire.
Ma non conforta, non cancella questi attimi eterni in cui mi chiedo come posso sentirmi vivo solamente perchè respiro ancora.
Ma sto tremando.
Trema la penna, il foglio, il letto e tutto il mondo che sta in me.
Un mondo che qualcuno ha distrutto da tre settimane.
Ora non c'è più niente.
Cazzo.
Fra poco avrò 23 anni e mi rendo conto di non aver costruito affatto nulla, di essermi ipotecato un futuro per una persona che mi ha buttato via.
E ora rimangono solo i miei pezzi.
Eppure dicono di me che sono una persona speciale, che so fare molte cose, che ci sono sempre nel momento del bisogno.
Dovrei essere per tutti quanti un superuomo... la realtà è che sono uno stupido.
Sono nel mio letto.
Tremo.
Cado giù. Cado giù.
E tremo.
Sono i miei momenti d'ansia pura.
Il cuore batte forte, crisi isterica di pianto e poi il solito attacco di panico.
Devo intensificare l'assunzione degli antidepressivi forse.
Tremo ancora.
E cado giù; sta arrivando l'attacco, c'è buio e tremo.
Cado giù.
Tremo.
28/01/2003
N.d.A: è un fatto realmente accaduto. E continuo a ricordarlo. Perchè devo farlo?
Per non dimenticare mai.
15/09/07
Zorba.
sabato, 15 settembre 2007
Uno dei quartieri più noti e monumentali di Barcellona ha la nomea, per la frequentazione e per le attività esercenti, di essere il ritrovo per i migliai di gay spagnoli e non che calpestano i marciapiedi e le strade della capitale della catalogna.
Eixample nasce da un ambizioso disegno archittetonico di rendere Barcellona un importante centro monumentale dove spazio, strade, isole abitative e zone verdi corrispondessero in egual misura creando una città monumentale a misura d'uomo.
Se ci si passeggia si nota subito che il quartiere è organizzato come un'enorme scacchiera, in un'ottica di razionalizzazione dello spazio a scapito dell'edilizia ossessiva, e si può far corrispondere la sua nascita con l'avvento del Modernismo (per questo, al suo interno, troviamo il Quadrat D'or, dove vi sono la maggior parte delle case private che costituiscono indubbiamente il maggior patrimonio modernista della città).
Nel quartiere sono distribuiti numerosi locali e negozi (moda, sexy shop, librerie) di matrice omosessuale. Per trovare qualcosa che risponda ai propri gusti (in quanto la scelta è abbastanza varia) basta cercare in internet notizie dettagliate. Esistono numerosi siti turistici in spagnolo e non, e c'è che l'imbarazzo della scelta.
Chi come me cerca anche un po' di cultura oltre al divertimento, consiglio una capatina alla prima libreria gay aperta nella città, sita nel centro storico (sotto eixample) che si chiama Complices. L'indirizzo è Carrer Cervantes n. 2
Troverete sicuramente letture gradite.
Alla prossima.
Zorba.

mercoledì, 12 settembre 2007
Profumo di passione
che irrompe
dilania
i nostri corpi vicini
uniti in tutt’uno
tra mille fremiti, gemiti
un godimento
disteso, tu
con le labbra sottili
vogliose, eterne
sei ancora qui, mio.
Zorba
Graffiato in caccia notturna da ZorbaTheCat , settembre 12, 2007 17:55 in:
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martedì, 11 settembre 2007
Si tratta di una trilogia molto nota negli USA e finalmente pubblicata anche qua in Italia dalla Playground (Collana High School) scritta da Alex Sanchez, che per i suoi libri ha riscosso nei paesi anglosassoni molto successo.
La storia, fortemente americana, narra delle vicissitudini di tre comuni adolescenti americani alle prese con la propria autoconsapevolezza, il primo erotismo, l'omofobia e il desiderio di sentirsi uguali agli altri. Ovviamente Kyle, Jason e Nelson sono omosessuali e amici, e nel corso dei tre libri approfondiscono il loro rapporto, a volte con bollenti risvolti, a volte con disfatte e delusioni.. cosa comune a tutti coloro che attraversano la delicata fase dei 17 - 18 anni.
I tre incarnano caratteri distinti: il ribelle anticonformista e ostentatore delle proprie attitudini, il macho sportivo e insospettabile e il timido secchione. Eppure, anche se così diversi, le loro strade si uniscono in amniera indelebile sia durante l'ultimo anno del liceo (come nel caso di Rainbow Boys e Rainbow High) che durante le vacanze estive (Rainbow Road).
La storia tutto sommato è piacevole e scorrevole, narrata con peculiarità e attitudini fortemente americane. E' una lettura che facilmente si adatta sia a omosessuali che a non, per il brio, lo sprint e la suspence che accompagna ogni singola riga.
Ne consiglio la lettura a tutti, non foss'altro perchè racconta di quella adolescenza che forse tutti noi avremo voluto vivere.
Zorba
PS: i libri sono:
RainBow Boys
Rainbow high
Rainbow Road
di Alex Sanchez - ed. Playground